Juric limita il turn Over: “Attenti a questo Pescara”

Juric

di Pierluigi Gambino –

Dalla prima della classe ad un provinciale orgogliosa e comunque temibile come il Pescara, ospite domani (ore 15) al Ferraris. Ivan Juric modella il suo Genoa tenendo conto delle tre partite in otto giorni e anche del tipo di avversario, ma non annuncia clamorose rivoluzioni: “Fisicamente la squadra sta bene, il campionato è appena decollato sicché siamo ancora freschi. Semmai può insorgere un po’ di fatica mentale. Per questo motivo ed anche per via di sostituzioni obbligate inserirò qualche elemento che sinora non ha giocato granché”.

I punti già in carniere e la prestazione convincente contro il Napoli garantiscono un “pieno” di serenità, che il tecnico croato interpreta così: “Io sono contento. Abbiamo fronteggiato i primi della classe con il giusto atteggiamento, mostrando carattere e la massima volontà di ribattere colpo su colpo, senza rinunciare ad ritmo elevato. Con tutto ciò ogni partita è diversa dalla precedente, e quella imminente dovrà essere affrontata in altro modo”.

All’orizzonte si staglia l’ostacolo rappresentato dal forfait di Pavoletti, il bomber più atteso, privo forse di un rincalzo totalmente affidabile. “Non c’è stato tempo – ammette mister Ivan – di preparare a dovere un cambio di gioco, visto che giovedì mattina ci siamo rivisti ancora con la fatica della serata precedente e che il sabato è stato dedicato alla classica rifinitura. Ho già deciso di utilizzare Simeone al posto di Pavolo, ma so che le caratteristiche dei due sono diversissime”.

Juric, proto a fare di necessità virtù, attende al varco il suo collega Oddo, che ha lavorato in contemporanea con lui nelle giovanili rossoblù. “Lui allenava gli Allievi, io la Primavera. Certo che ci siamo incontrati, ma al di là di questi precedenti non recentissimi, diciamo che l’ano scorso è andata bene ad entrambi, promossi in A con le rispettive squadre. Una conquista strameritata, credo…”.

Oddo, che era stato in lizza con Juric per sostituire Gasperini, ha sinora ottenuto, in questo primo scampolo di serie A, più applausi che punti. “Gli abruzzesi – sentenzia il trainer genoano – giocano molto bene, dispongono di elementi con grande tecnica e sinora, se escludiamo il confronto con la Lazio (vittoriosa grazie alla sua fisicità), hanno messo in difficoltà parecchi squadroni. Un avversario difficile da affrontare, con un’ossatura collaudata da tempo e rivista in estate nei punti deboli, fatta forse eccezione per il ruolo di prima punta”.

Il Grifo, dal canto su, insegue ancora il primo gol nella metà iniziale del match (“Non ci avevo mai fatto caso…” – ammette Juric forse con un’innocente bugia) e ha il compito di menare la danza, prestando attenzione soprattutto a Caprari (oggetto del desiderio di Preziosi a luglio), re dei contropiede. Il canovaccio è obbligato, la scelta degli interpreti meno rigida. “Ma certe variazioni – squaderna il mister genoano – sono inevitabili, considerato che, oltre alla squalifica di Veloso e al forfait di Pavoletti, dobbiamo fare a meno di Orban, che lunedì si sottoporrà ad accertamenti ad un ginocchio dolorante”.

In terza linea spazio a Gentiletti, che essendo un mancino ha convinto l’allenatore a preferirlo a Munoz: “Avrei dovuto spostare a sinistra l’argentino o Izzo, ma ho preferito così”. Sicuro l’esordio del primo minuto di Edenilson, con automatica esclusione di Lazovic, mentre resta in vita l’incertezza tra Rigoni, Ntcham e Pandev (“La sua qualità può venirci utile” – parole e musica del mister): due dei tre saranno in campo. Juric, tranquillizzato dalla resa post-infortunio di Perin (“Anche a Reggio Emilia aveva fatto la sua parte”), chiede solo ai suoi di saper soffrire come contro il Napoli, “perché è chiaro che gli abruzzesi hanno messo in serie difficoltà l’Inter e senz’altro faranno il bis con noi”. La speranza è che si ripeta anche il risultato…

PIERLUIGI GAMBINO

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