Ballardini: “Milan dietro solo a Napoli e Juve. Per fermarlo serve correre molto”

Ballardini Genoa

di Pierluigi Gambino –

Appeso ai bollettini meteorologici, il clan rossoblù prova ad infischiarsene del tempo: così da non perdere di contatto con la realtà del campionato. Mister Ballardini filosofeggia: “PensIamo a preparare la partita e a come affrontarla: null’altro. Noi, chiaro, vogliamo scendere in campo”.
E allora via con la disamina di un avversario da prendere co le molle. “Il Milan brilla per chiarezza nello Schieramento, nelle idee di gioco, ma anche nell’umiltà espressa: una squadra vera. Dopo Juve e Napoli è la compagine che più ha dato dimostrazione di forza e di tecnica. Non mancherà ai rossoneri neppure la motivazione: mi aspetto un gruppo arrabbiato dopo il risultato negativo di Europa League”.
Esistono però ricette sulla carta efficaci per stroppare anche in campionato la marcia del Diavolo. Il ravennate squaderna un lungo elenco: “Servono, attenzione, convinzione, cuore, ma soprattutto capacità di correre. Insomma, non basta fare un corsa in difesa per coprire; è indispensabile riproporsi subito in avanti e, all’occorrenza correre nuovamente all’indietro senza sosta. Mai come stavolta occorre essere bravi in entrambe le fasi di gioco. Voi alludete alle scelte tra Biraschi, Lazovic e Rosi per la fascia destra? Io allargo il discorso all’altro versante, ma anche al centro. Bisognerà essere abili a ripartire e ad attaccare con e senza palla. Dovremo disputare una gara ricca di intensità e di disponibilità a continui raddoppi sugli avversari. Tutte avvertenze doverose, che il Genoa tuttavia ha spesso saputo interpretare al meglio in campo”.
Certo, ad osservare grado di notorietà e ingaggi, il divario tra i giocatori delle due squadre affiora notido. L’allenatore del Grifo lo rimarca. “Difficile fare una classifica di… pericolosità riferita agli avversari. Il Milan vanta una ventina di nazionali, anche di rappresentaive importanti. Pensiamo a Suso, che è fortissimo, ma anche ai vari Biglia, Bonaventura, Bonucci, Romagnoli, Rodriguez, Calhanoglu. D’altronde il Milan deve avere giocatori di questo tipo”.
Ovviamente in questa vigilia è di strettissima attualità il confronto tra Balla e Gattuso, i due “maghi” capaci di invertire la rotta delle rispettive squadre: dalla crisi ai successi. Il genoano però respinge qualsiasi tipo di correlazione. “Le nostre situazioni sono largamente differenti tra loro, sicché è giusto guardare ognuno in casa propria. E’ indubio però che l’avvento di Rino alla guida dei rossoneri, dopo un’iniziale fase di assestamento, abbia elevato la qualità di gioco, tanto da portarla quasi al livello delle due battistrada. Non posso aggiungere altro poiché ricordo Gattuso come calciatore, ma non lo conosco affatto come persona e neppure le sue idee calcistiche e le metodologie di lavlro. Quanto al Genoa, indibbio che si stia andando bene, ma non voglio aggiungere altro”.
Due ex piuttosto freschi militano nelle file rossoblù, ma Ballafdini non pensa ad una loro gara più arrabbiata del solito: “Bertolacci e Lapadula sempre ce le mettono tutta, così come i loro compagni di squadra. Inutile chiedere se avranno motivazioni speciali. Se solo scendono in campo senza un briciolo degli stimoli abituali, finiscono male loro e tutto il Genoa”.
La componente mentale potrebbe emergere anche in merito alle topiche commesse a Bologna e pagate a carissimo prezzo: “Non hanno condizionato la preparazione, tecnica e psicologica, anche perché non sapevamo che la sfida col Cagliari sarebbe saltata. Comunque, tutti – compresi l’alleneatore, e a volte voi giornalisti – si sbaglia. Ovvio che si debba riflettere, ma io conosco l’umiltà dei miei ragazzi, che faranno di tutto per non ripetere certi errori”.
Davide Ballardini è un allenatore preparato a livello tattico, ma anche un fine psicologo. Qualità riconosciute universalmente ma per ora non sufficienti a garantirgli un’automatica riconferma. Al quesito relativo, il trainer risponde con occhio severo: “Io non sono né giovane né inesperto e posso dire che non sarebbe giusto affrontare ora quest’argomento. L’attenzione di tutti noi dev’essere rivolta solo alla gara col Milan e ai successivi appuntamenti agonistici”.
Capitolo formazione. L’elenco degli indisponbili si ferma a Izzo e Veloso, mentre tornano in carreggiata sia Giuseppe Rossi, sia Taarabt. “Ma il primo – rimarca il tecnico – lavora coi compagni da due settimane, mentre il secondo ha alle spalle solo quattro allenamenti”. Improbabile tuttavia vederli in campo anche solo per uno spezzone.
L’undici di partenza non si discosterà da quello annunciato per il match col Cagliari, anche se è doveroso un riesame sul versante di destra. Sicuro l’impiego di Biraschi, ma al posto di Rossettini nel trio difensivo o sulla fascia col sacrificio di Rosi e di Lazovic, titolare designato domenica scorsa? Quasi certa, invece, la conferma di Rigoni a completare l’asse di centrocampo, con Bessa “out”. In avanti nessun dubbio: i soliti Pandev e Galabinov, almeno in avvio, Poi si vedrà.

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