Genoa-Chievo, dalla sala stampa: Juric duro con i suoi fino alle lacrime

JuricLa partita, purtroppo andata come è andata, ha consegnato ai cronisti e di conseguenza al popolo rossoblù un allenatore tanto umano quanto nessuno si sarebbe mai aspettato. Juric lavora di sciabola e non di fioretto fin dalle prime battute, mandandola a dire per le rime ai suoi giocatori rei di aver rovinato con venti minuti scellerati una partita fondamentale: “Eravamo tornati ad essere il Genoa della prima parte di stagione, attenti, aggressivi, propositivi. Il primo tempo mi era piaciuto davvero tanto! Eppure avevo qualche dubbio in settimana proprio perché le partite che devi vincere per forza ti portano spesso all’affanno“. Il Genoa invece sembrava si potesse anche permettere il lusso di sbagliare un calcio di rigore con Simeone visto che allo scadere Pandev riusciva ad insaccare il vantaggio. “La squadra era viva. Poi nel secondo tempo il buio, da subito. Non bisognava aspettare la sospensione per fumogeni per capire che qualcosa non stesse girando“.
Il problema dove andava quindi cercato? “Nell’intervallo mi sono sembrati tutti concentrati e pronti a ripetere quanto di buono si era fatto, ma…” e qui inizia la parte più importante della conferenza che mette in luce quelle che sono le difficoltà strutturali della rosa attuale “ma non ho visto l’atteggiamento giusto da parte di chi soprattutto ha l’esperienza per gestire questo tipo di partite. Un fallo, una rimessa laterale, un pressing alto: sono tanti i modi per far capire all’avversario che oggi non si passa.” Pochi concreti segnali da dare ai clivensi insomma. “Ho visto che invece questo è mancato soprattutto da chi avevo scelto proprio per reggere psicologicamente il confronto. Non me ne capacito, non me lo so spiegare“.
Da qui alla fine del campionato sarà dura perché “sentiamo la tensione, abbiamo ben chiaro quale sia il nostro compito, 5 punti sono un margine troppo piccolo per non pensarci. Ma non possiamo permetterci le rivoluzioni adesso, siamo questi e solo così possiamo scendere in campo. Nonostante ci sia chi si allena 5 minuti e poi si ferma!
Forse un piccolo pentimento per essere ritornato?Qui ho vissuto e vivo emozioni intense, soprattutto in questo momento di difficoltà…” poi la commozione e la corsa lontano dalle telecamere.
Maran
Nel primo tempo avevamo ancora da sistemare alcune cose, nel secondo siamo riusciti a dimostrare più compattezza e a far male agli avversari. Abbiamo dato una risposta importante a chi diceva che questa squadra fosse già in vacanza. Abbiamo vinto su un campo difficile contro una squadra difficile, soprattutto per il periodo che sta attraversando. Eravamo salvi da due mesi, oggi lo siamo anche matematicamente. 
di Stefania Scibetta
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