‘L’allenatore torna sempre con la squadra’, presentato il libro di Michieli. Giampaolo: “Un onore e un orgoglio esserci, sfiorai due volte la panchina della Sampdoria”

Un libro a tinte blucerchiate, regalo perfetto sotto l’albero di Natale per ogni tifoso della Sampdoria. È quello presentato questa sera alla Libreria Coop del Porto Antico di Genova, “L’allenatore torna sempre con la sua squadra“ del giornalista Maurizio Michieli: tanti gli aneddoti e i racconti raccolti dal giornalista genovese. Dallo scudetto di Mantovani e Boskov fino ai successi recenti della Samp targata Ferrero – Giampaolo, passando per quella di Riccardo ed Edoardo Garrone. Tutti racchiusi in un libro in poche ore andato subito a ruba: “E la cosa mi fa molto piacere, soprattutto perché il ricavato delle vendite di questo libro andrà in beneficenza all’associazione ‘Children in the world’ (legata all’Ospedale Gaslini) e all’amica Giovanna Romanato – tifosa della Sampdoria costretta da anni a vivere in un polmone d’acciaio – e poi perché significa che molti hanno gradito la mia idea”.

Le prime parole di Michieli alla fine della presentazione. “L’idea di scrivere un libro che racconti delle cose non soggettive, ma fatti reali vissuti da me con grandi personaggi del mondo Sampdoria, un libro quindi che aggiunga qualcosa al bagaglio di conoscenze che ognuno ha o pensa di avere della Samp. Aneddoti? Ce ne sono davvero tanti, a cominciare da quello che credo sia il più interessante, ossia lo scoop della vendita della Sampdoria da Enrico Mantovani a Riccardo Garrone. Uno però ve lo racconto, è legato al personaggio che io credo sia il più letterario di tutti che è Luis Cesar Menotti. Una volta gli chiesi: “Mister, il centrocampo della sua Samp non è un po’ lento?” Era molto forte fisicamente, ma poco veloce. La sua risposta? “Provate a mettere un cavallo in una camera d’albergo”, vi lascio poi immaginare o leggere il seguito della risposta del Flaco a noi giornalisti attoniti”.

Da un aneddoto all’altro, un intero capitolo del libro è dedicato anche all’ultimo allenatore blucerchiato Marco Giampaolo. “Che in questi ultimi anni sta dimostrando di essere un grande allenatore, cosa che forse in passato non gli è sempre riuscita. Però gli è sempre riuscito di dimostrarsi una grande persona, perché tutti a me ne hanno sempre parlato in termini straordinari: lo ha confermato anche oggi con questo gesto, con l’impegno di venire qui e di rappresentare la Sampdoria in questa iniziativa, Sampdoria che al di là dei risultati sarà sempre in buone mani”. “Avere un capitolo dedicato a me nel libro è soltanto un motivo di orgoglio, un onore, – la risposta del tecnico – bisogna sempre cercare di fare le cose per bene e lasciare una scia di profumo, lavoriamo per questo. L’obiettivo è fare sempre meglio, non solo da parte mia ma anche da parte dei miei collaboratori: vogliamo regalare gioie ai nostri tifosi cercando di ottenere grandi risultati sia in campionato che in Coppa Italia.

“Entrato nella storia per i tre derby vinti, su quello di ritorno con Pepito Rossi al Genoa. “Quelle partite non le ho vinte da solo ma le abbiamo portate a casa tutti insieme, staff, giocatori, società. Per me è stata un’emozione aver regalato queste soddisfazioni a mezza città ma il merito, lo ripeto, è di tutti. Rossi lo ricordo come un grande giocatore che ha avuto tanti problemi nella sua carriera, gli auguro di risolvere quelli che sono stati i suoi guai fisici. Ora però gioca per un altro club, per i nostri rivali e mi fermò qui: perché poi il calciatore, quello che ha passato, il cadere e rialzarsi, per questo gli sono vicino. Posso anche capirlo per quello che ha passato. È un gran giocatore, adesso si rimetterà in pista”.

Restando in casa Genoa, Giampaolo durante la serata ha raccontato un aneddoto che lo ha legato ai rossoblù nei suoi anni da giocatore. “È stato forse il mio ultimo anno di carriera, ero nella Fidelis Andria. Dovevamo per forza fare risultato contro il Genoa, come anche loro: prendemmo gol a sei minuti dalla fine da un tal Spinelli, non so cosa facesse e cosa faccia oggi, e purtroppo retrocedemmo a Genova. E li chiusi la mia carriera di calciatore per la delusione: era il mio primo anno in Serie B, il primo anno con il nome sulle maglie dei calciatori. Per me era come giocare nel club più importante d’Italia, e purtroppo retrocedemmo a sei minuti dalla fine. Era il 95-96. La Samp? Era in A”.

Dai racconti con co-protagonisti i cugini rossoblù ai soli colori blucerchiati, durante la serata Giampaolo ha raccontato anche di essere stato due volte vicino al club ora guidato da Ferrero. “Lo posso confermare. C’è stato un momento in cui gli esperti tecnici tra le tante valutazioni erano anche in contatto con Marco, – a parlare è l’ex numero uno del Doria Edoardo Garrone – però poi non se ne fece nulla. L’anno in cui poi arrivarono Ferrara e Atzori? Non posso dirlo”. La concorrenza era con Pochettino e Benitez, alla fine poi arrivò Ferrara. “Ma voglio aggiungere una cosa: tempo fa mi chiamo poi Ferrero, per dirmi che doveva scegliere tra tizio (Pioli, ndr) e Giampaolo. Io gli dissi che ne sapevo ben poco dal punto di vista tecnico, ma gli raccontai quello che mi era successo in passato con Marco e alla fin scelse Giampaolo”. Per la fortuna della società, e dei tifosi. Che grazie a Giampaolo stanno vivendo un’altra pagina importante di storia blucerchiata, quella raccontata da Maurizio Michieli nel suo ‘L’allenatore torna sempre con la squadra’. Un perfetto regalo a tinte blucerchiate, e anche l’occasione di sostenere una giusta causa.

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