L’estremo difensore più amato: Genzo Wakabayashi

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di Antonella Costa –

Personaggio estremamente carismatico presente nella serie Captain Tsubasa, nota in Italia come Holly e Benji, Genzo Wakabayashi (nella versione italiana Benjamin Price, Benji per gli amici) è il portiere che ogni sportivo vorrebbe nella propria squadra, quello capace di parate magistrali, di salvataggi per i più decisamente impossibili, quasi una garanzia di inespugnabilità, perché solo grandi campioni come lui sono in grado di segnare quando la porta è difesa da questo eccezionale numero uno.

Inizialmente si presenta come rivale del protagonista, Tsubasa Ozora (inizialmente attaccante, Oliver Hutton detto Holly nella traduzione italiana), da cui viene battuto con tenacia, umiltà e indiscussa bravura nella sfida individuale propostagli dal ragazzino e poi nella gara ufficiale che li vede in campo come elementi rispettivamente della Shutetsu (Saint Francis) il portiere e della Nankatsu (Newppie) l’attaccante, partita che si conclude con un meritato pareggio.

Divenuto amico di Tsubasa, Wakabayashi viene selezionato insieme a lui per far parte della Nankatsu SC (Newteam), squadra nata dall’aggregazione dei migliori giovani talenti calcistici presenti nella città di Fujisawa. Partecipa cosi al campionato nazionale come portiere titolare ma, a seguito di un grave infortunio, è costretto suo malgrado a restare lontano dal campo, rientrando solo per la finale, che vede fronteggiarsi l’aggressiva Meiwa (Muppet) capitanata dall’arrogante Kojiro Hyuga e la Nankatsu guidata dall’amico Tsubasa e in cui Wakabayashi può finalmente riprendere il proprio ruolo.

Terminato il torneo giovanile del suo paese, Wakabayashi, ormai considerato a giusto titolo il portiere più forte in patria, decide di trasferirsi in Germania Ovest dove entra a far parte delle giovanili dell’Amburgo, squadra in cui milita il giovane fuoriclasse tedesco Karl Heinz Schneider (attaccante), con cui nasce una sana rivalità sportiva dovuta al fatto che il numero uno nipponico riesce a parare il 50% dei suoi tiri, considerati per lo più imprendibili.

In occasione del Mondiale Giovanile svoltosi in Francia, Wakabayashi riceve la convocazione da parte della Nazionale nipponica dei pari età. La prima prova che si presenta agli asiatici è un’amichevole proprio contro l’Amburgo. Nel corso della sfida, il numero uno giapponese, che in quell’occasione difende la porta della sua squadra tedesca, inizia a criticare con asprezza quelli che saranno i suoi compagni nel torneo che si appresta ad iniziare. La tensione cresce sino a sfociare in una rissa con Hyuga, che a fine amichevole lascerà il campo e affiderà la fascia di capitano ad un altro giocatore.

L’atteggiamento del portiere asiatico prosegue per tutto il periodo della preparazione al Mondiale, asse di tempo durante il quale non esita a mettere in rilievo limiti e incapacità di ogni giocatore, rendendosi odioso praticamente a tutto il gruppo, che s’impegna cosi con sempre più grinta per migliorare. La sera precedente all’esordio, però, Wakabayashi rivela all’amico Tsubasa che l’atteggiamento tenuto sino a quel momento era motivato da un accordo con l’allenatore Mikami (Marshall) al fine di spronare la giovane e inesperta Nazionale asiatica perché si rendesse più competitiva proprio in occasione del suo primo torneo mondiale. Lo spirito di sacrificio del numero uno giapponese è tale da scegliere di restare in panchina per consentire al meno esperto collega Ken Wakashimatsu (Ed Warner) di far pratica incontrando alcuni dei più forti talenti giovanili internazionali.

Wakabayashi entrerà solo nella finale a causa dell’infortunio del rivale nipponico avvenuto nel corso della semifinale giocata contro la Francia. Il suo decisivo apporto consentirà al Giappone di aggiudicarsi il titolo battendo la temutissima Germania Ovest capitanata da Schneider per 3-2.

Il suo percorso calcistico prosegue con l’esordio in prima squadra nell’Amburgo, dovuto all’infortunio del portiere titolare e lo vede difendere la porta proprio dai micidiali tiri dell’amico e rivale Schneider, che ora milita nelle file del Bayern Monaco. La gara si conclude con la vittoria dei primi sui bavaresi.

Wakabayashi viene convocato nuovamente in Nazionale Under 20 tre anni dopo, nonostante il grave infortunio provocato dal tentativo di opporsi ai tiri dell’olandese Krayfort (in occasione dell’amichevole Germania-Olanda in cui eccezionalmente si troverà a vestire la maglia tedesca) e dello svedese Levin (nella partita giocata dall’Amburgo contro il Colonia). Per difendere la porta nella partita contro la Thailandia, infatti, il Giappone ha bisogno del suo miglior portiere non solo perché il collega Wakashimatsu ha abbandonato la Nazionale dopo un litigio con l’allenatore, ma anche perché privo di fuoriclasse quali Kojiro Hyuga e Taro Misaki. Grazie alle respinte di pugno da lui effettuate una volta entrato in campo al 40′ del primo tempo e all’apporto del giovanissimo Shingo Aoi, a sua volta entrato al 44′, i nipponici riescono a rimontare una gara che sembrava già chiusa conquistando una sofferta vittoria.

Partecipa da titolare a molte delle gare dell’Asian Youth (Giappone-Uzbekistan 8-1, Giappone-Emirati Arabi Uniti 6-0, Giappone-Arabia Saudita 4-1) incassando il primo gol nello scontro con la Cina in quanto non riesce a parare il tiro da fuori area di Shunko Sho. Nel corso della medesima sfida s’infortuna ancora una volta ai polsi. La gara termina comunque con la vittoria del Giappone. Grazie al ritorno di Wakashimatsu, la Nazionale nipponica vince i successivi scontri e ottiene la qualificazione al World Youth. Costretto ancora una volta in panchina, Wakabayashi riesce a ristabilirsi completamente e rientra in campo per la gara contro la Svezia ai quarti di finale, nel corso della quale ha occasione di prendersi la rivincita contro Levin parando senza più problemi i suoi formidabili tiri. Il suo contributo è decisivo per superare le semifinali contro i Paesi Bassi e vincere la finale contro il Brasile.

Nella serie Road to 2002 (nata per festeggiare i Mondiali che quell’anno si sono svolti in Giappone e in Corea del Sud) Wakabayashi, che gioca ancora nell’Amburgo, rifiuta la proposta dell’amico e rivale Schneider di trasferirsi al Bayern Monaco (compagine che intende puntare allo scudetto e per questo sta investendo in talenti e fuoriclasse), motivo per cui si accende maggiormente la rivalità tra i due, che si affronteranno quindi come avversari in una gara scoppiettante che alla fine vedrà però trionfare i bavaresi per una leggerezza proprio del numero uno giapponese. Questo errore spingerà l’allenatore, nella serie Golden 23, a metterlo fuori squadra. Costretto alla panchina, Wakabayashi deciderà di dedicarsi totalmente alla Nazionale nelle sfide valide per le qualificazioni asiatiche alle Olimpiadi di Madrid e di lasciare l’Amburgo, probabilmente accettando una delle numerose proposte che, come c’era da aspettarsi, non mancano di certo. In uno speciale non presente nella trama della serie (Millennium Dream) il portiere nipponico entra a far parte del Bayern Monaco.

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