Malagò: “Un’assurdità Genova senza Palasport”

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di Pierluigi Gambino –

Il Salone del Maggior Consiglio, al Palazzo Ducale, gremito come non mai da dirigenti, tecnici, atleti convocati dal Coni regionale per il Natale degli sportivi. Un successo insperato per una festa che ha richiamato almeno un migliaio di addetti ai lavori, oltre a numerose personalità delle varie istituzioni. Il Coni ha premiato decine di società sportive e di atleti che si sono distinti nell’anno all’epilogo, ma anche individualità che hanno dedicato con enorme passione una vita intera allo sport. Le Stelle d’oro al Merito Sportivo sono state consegnate ad Anna Del Vigo (vicepresidente Coni Liguria e presidente regionale della Federazione Pallavolo), Mauro Tirinnanzi (già tecnico della Nazionale di Pentathlon e membro di Giunta del Coni Liguria) e Roberto Ferrando (presidente della commissione tecnica della Federazione Cronometristi): tre esempi preclari di fedeltà a certi valori.

Un ospite d’eccezione ha ulteriormente nobilitato la serata: Giovanni Malagò, presidente nazionale del Coni, la massima autorità italiana in fatto di sport. La sua presenza costituisce un riconoscimento dell’ottimo lavoro svolto da Vittorio Ottonello, presidente regionale del Coni, ormai prossimo alla fine del proprio mandato e non più rieleggibile. Ad inizio cerimonia, proprio lui ha ringraziato i presenti, testimoni ed artefici degli ottimi risultati conseguiti dal nostro movimento sportivo negli ultimi dodici mesi.

Malagò, durante l’intervista concessa ai giornalisti, ha elogiato la Liguria sportiva, rappresentata alla grande da un manipolo di fuoriclasse nei giochi di Rio. Basti pensare a Francesco Bocciardo e Vittorio Podestà, medaglie d’oro alle Paralimpiadi, ma anche ai pallanotisti in azzurro e in rosa saliti sul podio a cinque stelle. Riscontri eccellenti, che Malagò ha commentato così: “Nello sport non ci sono regole su questo punto. Certi Paesi dalla popolazione ridotta ottengono riscontri eccellenti, che si devono alla tradizione, alla storia che si ha alle spalle, alle qualità di tecnici e dirigenti. La Liguria segue questa traccia, intrisa di cultura sportiva, che non si lega solo alle discipline acquatiche ma è sparsa a macchia di leopardo. Conosciamo i problemi impiantistici che affliggono la vostra regione, causati sia dalla particolare orografia sia a qualche errore”.

Malagò si è complimentato anche con il mondo paralimpico ligure: “Ancor più in questo settore, gli spazi ristretti e il territorio impervio rappresentano un handicap, evidentemente superato con altre risorse”.

Il tema dell’impiantistica è da sempre dibattuto nella nostra città, alle prese con un problema impellente: il profondo maquillage che attende il quartiere fieristico, che comprende il palasport, i cui destini sono ancora imprecisati. “Il Coni, e in particolare il nostro presidente Ottonello, ci ha messo la faccia per trovare una soluzione importante a questa carenza. In una città come Genova è inconcepibile l’assenza di una palazzetto funzionale, degno di ospitare basket, pallavolo, ginnastica, sport da combattimento e – se c’è spazio – pure una piscina, ma anche di essere teatro di eventi extrasportivi. Noi faremo la nostra parte sino in fondo, ma è la politica a dover assumere le decisioni in merito”.

Malagò, durante la sua visita in Liguria, si è pure spostato a Savona, dove gli è stato illustrato quel potenziale tesoro composto da tre chilometri di arenile in grado di accogliere insediamenti di ogni tipo, ma anche di carattere sportivo. “Siamo pronti ad appoggiare qualsiasi iniziativa che riguardi lo sport” – ha aggiunto appena prima di annunciare che il prossimo 17 febbraio la Giunta Nazionale del Coni si riunirà proprio a Genova, “non per una particolare ricorrenza, ma nel quadro dei tour che durante la mia gestione intendiamo compiere in ogni area del territorio italiano”.

Infine, Malagò ha espresso il proprio parere riguardo all’introduzione della Var nel calcio. Proprio in occasione del recente mondiale per club un rigore è stato assegnato non dall’arbitro mai suoi collaboratori che seguivano la sfida davanti alle moviole. “Un match del Grande Slam di tennis è stato deciso con l’ausilio della tecnologia, ma anche basket, volley e rugby fanno ricorso a certi strumenti. Francamente, non vedo perché mai il calcio non dovrebbe adeguarsi sfruttando certi supporti così preziosi”.

PIERLUIGI GAMBINO

 

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