Febbraio 10, 2026

La Samp torna all’inferno e non si salva nessuno

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Massimo Donati (Sampdoria)

Dopo il volo ad altezze siderali nel secondo tempo col Pescara, la Samp è tornata con i piedi per terra, spinta in basso da un’Entella scatenata, assoluta padrona dell’inedito derby di campionato. Praticamente, i blucerchiati non sono scesi in campo, venendo surclassati in ogni frangente da un avversario ben più organizzato, determinato e dinamico. Vero che sul sintetico del Sannazzari, stadio dalle dimensioni ridotte, non è agevole esibirsi, ma si tratta di una debolissima scusante, che non può affancare gli uomini di Donati da una solenne bocciatura.

Sin dai primi minuti i biancocelesti appaiono più vivaci, arrivano sempre primi sulle seconde palle e corrono a velocità tripla. Tuttavia, i portieri non debbono lavorare e, passato il primo momento di difficoltà, pare che gli ospiti riescano a rialzarsi. Ma l’equilibrio non è destinato a durare: troppo netta la differenza di passo tra un undici lento e macchinoso ed un’antagonista ferocemente concentrata alla ricerca del clamoroso colpaccio.

Un tiro alto di Henderson (preferito a Barak per sostituire l’infortunato Pafundi, che sarà altamente rimpianto) chiude la fase incerta del match, che verso la mezz’ora si inclina nettamente verso  i padroni di casa. Ci prova al 27′ Fumagalli, con un velnoso tiro-cross che obbliga Ghidotti ad una paratona. E’ l’antipasto del vantaggio chiavarese, mai così meritato: su corner dalla sinistra di Fumagalli, ecco Debenedetti, prestito genoano, svettare all’altezza del primo palo e a indirizzare di precisione verso il secondo. Rete imperiosa, 

Un gol al passivo con un’ora di gara ancora da giocare non sarebbe la fine del mondo, ma la Samp, ricca di elementi navigati, si sbilancia alla ricerca del pareggio e lascia una prateria a disposizione dell’Entella: al 39′ Karic lancia lungo Di Mario che, tenuto colpevolmente in gioco da un difensore doriano, avanza palla al piede e in piena area viene atterrato da Ghidotti. Rigore sesquipedale, che Frazoni trasforma col brivido. Il 2 a 0 all’intervallo è la fedele immagine di una sfida impari tra una provinciale con il sangue agli occhi (ma sempre agonisticamente nel lecito) ed una blasonata con le pile scariche e la mente alquanto confusa.

Donati lascia fuori gli evanescenti Henderson e Cherubini affidandosi a Barak e Coda, ma l’avvio di ripresa è ancora di marca entelliana. Ghidotti viene graziato in una mischia e, dopo l’ingresso di Ioannou per Venuti (altro doriano sotto la sufficienza), al 58′ si supera opponendosi ad un tiraccio di Fumagalli. E la Samp sta a guardare, frastornata e impotente. 

Dopo l’ennesimo salvataggio, stavolta in uscita bassa, di Ghidotti a cancellare un erroraccio dei compagni, all’81’ il match a sorpresa si riapre, seppur ìn modo casuale: Coda si avventa su un pallone vagante e dal limite con un destro eccellente centra l’angolino basso: la classica prodezza che è nelle sue corde.

La speranza degli oltre duemila tifosi doriani dura però lo spazio di due minuti: ennesimo calcio d’angolo per i locali battuto da Fumagalli e a centro area, indisturbato, Tiritiello – difensore già al terzo sigillo in questo iniziale spicchio di campionato – devia agevolmente nel sacco. Inevitabile chiedersi dove fossero i gendarmi doriani.

I restanti dieci minuti vedono la Samp trasferirsi nella metà campo chiavarese, ma senza creare una sola opportunità. La gara si chiude così col responso più logico: complimenti sinceri ad un’Entella che si è superata anche per motivi di prestigio. I blucerchiati, privi della fantasia di Pafundi, malamente sostituito sia da Henderson sia da Barak, ripiombano nel buio più totale e lasciano supporre che la beneficiata pre-sosta sia stata – quella sì – una rondine che non fa primavera. Così Donati torna sulla graticola, i dirigenti riprendernno a riflettere se confrmarlo o meno e la conestazione di una tifoseria indispettita, invece di attenuarsi, riacquisterà vigore. Con questa po’ po’ di classifica e certe prestazioni incommentabili, come scacciare i cattivi pensieri?

                         PIERLUIGI GAMBINO

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