Luglio 18, 2026

 CAMBI RIUSCITI E CINISMO, FINALMENTE ADDIO ALL’INFERNO

Sampdoria - Gregucci e Foti

Sampdoria

Conta buttarla dentro. La Samp ci riesce all’ultimo minuto regolamentare, lo Spezia no e il derby di ritorno proietta i blucerchiati, in un sol colpo, in vetta al manipolo di pericolanti. Per la prima volta nella stagione non si debbono neppure fare i conti con la differenza reti: i marinai sarebbero salvi anche nel caso in cui domani la Reggiana dovesse battere la Juve Stabia.

Lo staff doriano decide di affidarsi agli ultimi arrivati e contemporaneamente fa debuttare il poulain Palma in terza linea e la coppia Di Pardo-Cicconi sulle fasce opposte. Non solo, Coda finisce in panca, sostituito da Brunori.

L’avvio è di marca spezzina e al quarto d’ora, alla seconda incursione da sinistra dell’irrefrenabile Adamo (sul quale la marcatura si rivela labile), è Sernicola a trovarsi sul piede la palla del vantaggio, ma Cicconi in extremis riuscirà a deviare la sfera contro il palo. 

Il prosieguo di primo tempo non farà registrare alcuna emozione nelle due aree. Non si tratta di una sfida addomesticata, ma di una battaglia autentica senza esclusione di colpi: solo che, appena una delle due squadra si approssima alla porta avversaria, denuncia limiti insormontbili di pericolosità. Gli aquiltti si fanno preferire disponendo di maggiore “gamba” nei centrocampisti, ma il pari all’intervallo è l’esatta fotografia di un match equilibrato e davvero povero di emozioni.

La Samp paga l’evanescenza della coppia Pafundi-Cherubini ma anche la latitanza di Brunori, pescato spesso in offside. I due nuovi esterni non demeritano e rispetto ai predecessori paiono più “di sostanza”, ma anch’essi al momento del passaggio vincente si arenano. Se non altro, la retroguardia doriana regge l’urto non certo poderoso degli avanti bianchi, non certo dei fuoriclasse, e il baby Palma si distingue nel gioco aereo. La sola nota stonata prima del riposo è il giallo mostrato dall’arbitro Di Bello (direzione prudentisima, la sua, tendente al nulla di fatto) a Henderson, che salterà così la prossima partita.

Anche la ripresa mette a nudo i limiti di entrambi i team in zona gol. Nell’arco del match l’uno e l’altro team reclameranno parecchi calci di rigore, ma il direttore di gara ha fatto benissimo a sorvolare. Solo al 57′ Gregucci decide la prima mossa: fuori l’impalpabile Pafundi, forse il peggiore in campo, e dentro Begic. Un cambio che più tardi si rivelerà determinante. La Samp inizia a dare segni di vita anche nella metà campo rivle, ma sarà lo Spezia, sino all’attimo fatale, ad andare più volte vicino al bersaglio. Clamoroso, al 66′ a due passi da un Martinelli ormai rassegnato al peggio: cross di Sernicola verso Aurelio e Artistico che, soli soletti, si ostacolano a vicenda e spediscono la sfera fuori. Che errore!

A metà tempo, altra mini-rivoluzione nelle file doriane: fuori Brunori, mai in partita, e Conti, e dentro Coda e Ricci. Con un regista in campo, Henderson riacquista il ruolo naturale di mezz’ala e, intanto, sulla fascia sinistra Begic comincia a fare il diaolo a quattro. Finalmente è una Samp viva, anche se il centro dell’area resta la terra di nessuno e la difesa ospite non corre seri rischi. Invece, sulla sponda opposta è l’acerbo portiere Martinelli, con un’uscita a farfalle, a regalare agli aquilotti un’altra occasionissima, ma per sua fortuna sul tentativo di Artistico interviene Du Pardo sulla linea bianca ad allontanare.

Prima dell’episodio topico, ecco Vlahovic (un provocatore) e Palma contendersi una rimessa laterale sino a passare reciprocamente a vie di fatto: cartellino rosso per entrambi. Sul taccuno della cronaca finiscono una conclusione non irresistibile di Begic assoribta dal portiere ospite, e una mezza opportunità in area doriana sciupata da Hristov.

Appena prima del recupero, l’esplosione di gioia dei ventimila fedelissimi sampdoriani. E’ ancora l’inarrestabile Begic a giadagnarsi l’ennesimo corner: palla in mezzo, Radunovic esce e respinge di pugno proprio in direzione di Ricci, che dal limite al volo infila di giustezza nell’angolo più lontano, 

E’ la festa della liberazione per una Samp uscita dall’inferno. Un premio forse eccessivo per una squadra graziata più volte dagli avversari, ma da che calcio è calcio il cinismo è una dote primaria e aiuta a risollevarsi nei momenti più critici. Gregucci e i suoi collaboratori azzeccano le sostituzioni operate nella ripresa (Begic e Ricci hanno cambiato la gara), ma dovrebbero recitare il mea culpa: hanno sbagliato completamente la formazione iniziale e avrebbero dovuto intervenire già dal primo minuto della ripresa. 

                  PIERLUIGI GAMBINO

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