Gara da vincere ma soprattutto da non perdere
L’etichetta di “partita spartiacque”, abusata da mesi nel mondo Samp, fortunatamente non si attaglia a questa sfida con l’Empoli, che vede di fronte le due grandi deluse della cadetteria. In effetti, blucerchiati e azzurri erano partiti per veleggiare in altri mari, ben più lusinghieri e stimolanti, anche se la loro andatura non è stata simile. Il Doria, in pratica, non si è mai realmente sollevato dalla bassa classifica, vivendo sin dall’inizio nella soffrenza. Invece i i toscani hanno disputato un girone di andata non entusiasmante, ma all’altezza per poi crollare letteralmente. Basti pensare che dal 10 gennaio, giorno in cui si imposero a Cesena, hanno dovuto attendere il 22 marzo per tornare al successo, a spese di un Pescara che. rimasto in dieci uomini dopo soli 12 minuti, ha meritatamente tenuto il pareggio sino a metà ripresa. Fabio Caserta, approdato sulla panca empolese, è un tecnico di lungo corso, ma fatica a guarire una squadra forse impreparata a vivere momenti così travagliati. I due punti in più rispetto alla Samp, comunque, consentono di respirare e di guardate al futuro con un briciolo di fiducia.
La Samp ha tutte le intenzioni di sfruttare la scia della vittoria sull’Avellino per superare anche nei punti l’avversario di turno e porre un’ipoteca serissima sulla salvezza, La classifica non tranquillizza ancora, ma è lungi dall’apparire drammatica e consentirebbe di accettare anche l’eventuale pareggio senza piombare in crisi. E’ l’ideale stato d’animo per giocarsela con serenità, mirando al bottino pieno ma senza assilli particolari.
Mister Lombardo difficilmente derogherà dalla difesa a quattro introdotta con riscontri ecellenti nel match pre-sosta. Il buon esito dell’esperimento indurrebbe anche a cambiare il meno possibile la formazione, ma una novità è obbligata e riguarda la prima linea. Non ci voleva proprio la squalifica di Brunori, match winner contro gli irpini oltreché ispiratore in precedenza di parecchie altre segnature. Al suo posto riecco Massimo Coda, che un po’ troppi hanno colpevolmente rimosso dalla mente, dimenticandosi che le sue prodezze, in un girone ascendente pessimo, avevano evitato alla Samp il tracollo definitivo. A 37 anni suonati, il bomber di Cava de’ Tirreni ha perso un bel po’ dell’antica brillantezza, ma non il fiuto del gol. A lui, spesso, basta una giocata nell’arco di un match per imprimere il proprio marchio sul risultato.
Alle sue spalle spazio ancora al trio composto da Pierini (altro elemento fondamentale), Begic e Cherubini, fresco reduce dalla parentesi nella Under 21 e privato della concorrenza di Pafundi, finito in bacino di carenaggio per un guiaio muscolare. L’ex romanista però non è sicuro di essere prescelto. Lombardo infatti preannuncia un possibile ritorno di un elemento da tempo fuori dai giochi: ovvio pensare a Barak o ad Abildgaard, finalmente rientrato fra i disponibili dopo lunga pezza.
In teoria, sono in vita i ballottaggi su entrambe le fasce, ma Giordano a sinistra e Di Pardo a destra dovrebbero imporsi rispettivamente su Cicconi e Depaoli, comunque validissime alternative, mentre la coppia difensiva Palma-Viti appare intoccabile sia per la robustezza mostrata in copertura sia per la pericolosità di entrambi negli inserimenti in area rivale sui calci d’angolo.
Infine la linea mediana. Henderson, potenziale titolare, si è arreso all’ennesimo infortunio e di Abildgaard si è detto sopra: con lui sarebbe 4-3-3 e non 4-2-3-1. Conti, il solo elemento dotato di cambio di passo, sarà la mezz’ala e al suo fianco giotrerà il prescelto tra Esposito e Ricci: il primo, teoricamente il titolare, è ancora indietro di condizione ma il trainer appare intenzionato a riesumarlo, ma il secondo proviene da una prestazione dignitosa e non va escluso a priori.
L’Empoli, che dovrebbe presentarsi secondo il 4-3-3, ha un punto di forza nel portiere Fulignati, forse il migliore della categoria. In difesa brilla Lovato, ex azzurro Under 21 e a centrocampo è inamovibile l’ex doriano Yepes, il metronomo, che però potrebbe spostarsi nel ruolo di mezzala. In avanti riflettori accesi su Stevan Shpendi, albanese, gemello d’arte, tra i cannonieri principi del campionato, ma merita attenzione anche l’ultima scoperta Saporiti, ligure di Levanto ma ignorato dai due primari club genovesi.
PIERLUIGI GAMBINO