Le papere del portiere e la jella, ed ecco il patatrac!

3–5 minuti

Sarà anche vero che la Sampdoria è abituata a perdere in casa la prima partita della stagione, come fosse un pegno da pagare inesorabilmente, ma il modo fa malissimo. La Juve Stabia passa a Marassi sfruttando gli unici due tiri verso la porta di un Vindahl talmente incerto e colpevole da diventare subito un “caso” da affrontare con estrema attenzione.

La squadra di Corradi esce dal campo senza punti e in compenso con tre nuovi infortunati: per Esposito è probabile lo stiramento, per Depaoli una nuova distorsione alla caviglia, mentre per Viti, finito fuori negli ultimi minuti addirittura in barella, si teme un grave infortunio al ginocchio.

La formazione iniziale non si discosta dalle previsioni: ecco subito in campo Makoumbou al posto di Bellemo e Depaoli recuperato in extremis per occupare la fascia sinistra d’attacco. Per un quarto d’ora domina territorialmente la squadra ospite, che sfrutta un approccio molle di blucerchiati, ma ha il torto di non mostrarsi pericolosa. La difesa locale infatti respinge qualsiasi insidia con una certa facilità.

Solo verso metà tempo il Doria esce dal guscio, pur senza apparire irresistibile e al 23’ solo la jella impedisce il vantaggio quando Esposito, su punizione, timbra il palo alla sinistra di Boer. Il regista, come al solito, alterna luci ed ombre e superata la mezz’ora si arrende ad un guaio muscolare e chiede il cambio: l’innesto di Begic provoca una rivoluzione tattica, con Sinani che si piazza in posizione centrale alle spalle di Tutino, con Depaoli e il neo entrato larghi e due soli mediani. Man mano che passano i minuti, la Juve di Campania si spegne sempre più e la Samp lievita, pur senza compiere mirabilia Al 41’ ci prova Depaoli, spedendo oltre la sbarra: sarà il prologo al suo abbandono per ragioni fisiche, con l’ingresso di Verschaeren.

Il doppio cambio si rivela subito salutare perché cambia d’acchito rendimento e prospettive dei blucerchiati, che finalmente spingono sull’acceleratore arrecano qualche insidia alla difesa ospite, in chiaro affanno. In pieno recupero ecco il gol liberatore, maturato a capo di un’azione corale di rilievo aperta da Sinani che dopo uno cambio stretto con Makoumbou serve Verascharen, bravissimo nel cogliere a centro area il rapido smarcamento di Tutino, pronto a deviare di propotenza nel sacco. Prima dell’intervallo iniziativa personale di Begic e paratona del numero uno campano.

La vittoria parrebbe in tasca, anche a giudicare dalla pochezza degli avanti gialloblù, ma il giudizio unanime si rivelerà fallimentare. In apertura di ripresa occasione piramidale per Pierobon che, solo davanti a Vindahl, controlla a fatica consentendo al numero uno doriano di uscire a rompicollo e deviare in corner. Tuttavia, gli stabiesi tornano calmi e la Samp può spesso distendersi in contropiedi che potrebbero regalare il gol della tranquillità, ma Begic, ostinato nel dribblare chiunque a testa bassa, sciupa più di un’opportunità. Sinani indirizza dal limite tra le braccia di Boer e poi Makoumbou avrebbe la palla della sentenza ma dal limite calcia oltre la sbarra.

La Juve Stabia rimane così in partita e grazie a cambi azzeccati cambierà le sorti del match. Un corner però gli si può concedere senza pensare al peggio ma invece arriva il patatrac: corre il 22’ quando quel pallone dalla bandierina finisce nella tonnara del centro area e, dopo un batti e ribatti, è Bellich a infilare sfruttando anche la lentezza e la goffaggine con la quale l’incertissimo Vindahl prova ad opporsi.

Il pari fiacca improvvisamente la Samp, come fosse colpita da un uppercut al mento. La reazione è flebile, quasi impalpabile, le energie e la lucidità calano repentinamente e i campani hanno buon gioco nel controllare la partita. Da qui a pensare al colpaccio, però, ce ne passa ed invece al 37’ l’incubo del popolo doriano (20792 abbonamenti staccati, record assoluto nella storia del calcio genovese in Serie B) si materializza. Su palla persa in avanti, la difesa blucerchiata si fa cogliere colpevolmente sbilanciata quando un lungo lancio in diagonale coglie il temibile Di Nardo (giunto in gialloblù da qualche giorno e per questo motivo partito dalla panchina), che sul vertice destro dell’area controlla, prende la mira ed esplode una bordata violenta sinché si vuole ma centralissima. Vindahl si oppone con la… manomorta e la sfera gli scivola alle spalle finendo nel sacco per la disperazione dei 25 mila, attoniti, spettatori.

La Samp cerca di sprigionare le residue forze e Corradi si affida per il rush finale all’attesissimo Insigne e ad un debuttante, il diciottenne Mezzozero. L’assalto, neppur troppo convinto, produce un’azione ficcante sciupata da un incomprensibile tacco di Henderson e una conclusione dai sedici metri di Verscharen che supera di un metro la traversa.

Ribadiamolo, almeno il pari ci stava tutto, ma l’hanno impedito una buona dose di malasorte, le papere del portiere e gli annosi limiti in zona gol di una squadra che ha tirato più degli avversari ma senza saper chiudere il match. E tra due lunedì, nel posticipo, ai blucerchiati tocca visitare il favoritissimo Palermo: guai a non reagire adeguatamente.

                PIERLUIGI GAMBINO