La sindaca di Genova, Silvia Salis, ha partecipato oggi, nello stabilimento ex Ilva di Cornigliano, alla rappresentazione teatrale “Guido Rossa – La ricerca di senso”, iniziativa inserita nel programma di celebrazioni per i settant’anni dall’avvio del ciclo latta a Genova.
Lo spettacolo, con Mattia Fabris e Jacopo Maria Bicocchi della compagnia (S)legati, è dedicato alla figura di Guido Rossa, operaio dell’Italsider di Cornigliano, delegato sindacale Fiom Cgil e alpinista, assassinato dalle Brigate Rosse il 24 gennaio 1979.
«È fondamentale continuare a raccontare storie come quella di Guido Rossa, per trasmettere alle nuove generazioni il valore della libertà, della democrazia e della dignità del lavoro ed è una grande emozione essere qui oggi: in questo luogo si avverte tutto il peso e il valore della storia operaia di Genova», ha dichiarato Salis, ringraziando gli organizzatori di Fiom Cgil, Società di Mutuo Soccorso Guido Rossa e Camera del Lavoro Metropolitana di Genova, insieme ad Acciaierie d’Italia Genova, al Club Alpino Italiano e alla compagnia (S)legati.
«Qui ho incontrato una grande famiglia operaia, unita da un profondo senso di appartenenza e solidarietà», ha aggiunto la sindaca, sottolineando come, «nonostante le difficoltà legate alla vertenza in corso, questa comunità continui a sostenere le famiglie più fragili e ad aprire le porte della fabbrica ai giovani, offrendo loro l’opportunità di conoscere da vicino il mondo del lavoro e la sua storia».
Rivolgendosi agli studenti presenti, Salis ha ricordato il significato della scelta compiuta da Guido Rossa: «C’è stato un tempo in cui scegliere da che parte stare significava rischiare la vita. Guido Rossa quella scelta l’ha fatta, senza esitazioni, pagando con la vita il coraggio di difendere i propri valori, la democrazia e la dignità del movimento operaio».
La sindaca ha inoltre evidenziato la coerenza con cui Rossa seppe testimoniare i propri ideali attraverso il lavoro e l’impegno sindacale: «Oggi, fortunatamente, nel nostro Paese non rischiamo la vita per esprimere le nostre idee, ma non dobbiamo dimenticare che le conquiste democratiche non sono irreversibili. La storia ci insegna che i diritti, la libertà e la democrazia non sono acquisiti una volta per tutte».
«Viviamo un momento difficile, segnato da profonde criticità economiche e sociali, che coinvolgono il nostro territorio, ma anche molte altre realtà del Paese – ha concluso Salis – proprio in momenti come questi dobbiamo ritrovare ciò che tiene insieme una comunità e dà valore alla nostra umanità: la solidarietà, la capacità di stare accanto a chi soffre, di sostenere le rivendicazioni giuste e di difendere i diritti sociali. È questo il patrimonio che la storia operaia di Genova ci consegna ed è questa la responsabilità che abbiamo il dovere di trasmettere alle nuove generazioni».



