Battere il Modena è il minimo ma i tifosi pretendono anche il gioco

Alexsander Blessin (foto Tanopress)

Nella variegata tifoseria rossoblù troviamo chi si augura una sconfitta di fronte al Modena solo allo scopo di dare il benservito a mister Blessin. Tesi estrema, grondante autesionismo e irrazionalità, da non sposare assolutamente, ma è indubbio che il tedesco, personaggio pittoresco, simpatico e  trascinante, inizi a stare calcisticamente sulle scatole ad alcuni aficionados, convinti altresì che il successo più che probabile a spese della matricola emiliana corroborerebbe la classifica, rinsalderebbe la panca di Herr Alexander ma non muterebbe le prospettive a lunga gittata del Grifone.

Obiettivamente, la prossima sfida marassina è impari. I canarini si sono presentati sul palcoscenico cadetto senza un’adeguata campagna di potenziamento e nelle prime giornate di campionato – condite da un successo e da quattro ko – hanno addirittura fatto registrare un rendimento inferiore alle già modeste aspettative. Attilio Tesser, vecchio bucaniere del nostro calcio, è un tipo razionale, che di solito cava dai propri giocatori il massimo possibile, ma i risultati non lo confortano e la società inizia a porsi il dubbio legato ad un cambio della guardia, ancora prematuro ma non così campato in area, da attuare ovviamente dopo l’esame genovese.

Il 4-3-1-2 gialloblu è parso, almeno sinora, piuttosto sterile. La rifinitura è affidata a Tremolada, discreto mestierante, e la ricerca del gol principalmente all’italo-senegalese Diaw, un gigante. Nelle file degli ospiti troviamo due vecchie conoscenze rossoblù, che nel 2005 persero assieme la finale del Viareggio al cospetto della Juve di Criscito, Masiello e Marchisio. Ci riferiamo al francese Da Maio, 35 anni, pezzo forte della terza linea, e ad un rincalzo di lusso, Renzetti, esterno mancino, gran crossatore, svantaggiato però da un fisico troppo leggero.

Al di là dell’esito conclusivo, però, in casa Genoa c’è una prestazione da esaminare a microscopio. Le caratteristiche del match sono inedite in quest’annata, che ha visto sinora i rossoblù fronteggiare al Ferraris due formazioni di livello come Benevento e Parma. Il Modena è ben più modesto, ma il suo atteggiamento prudente potrebbe rappresentare un ostacolo per la presunta corazzata genoana, non avvezza a fondare retroguardie troppo munite. Chiaro, si attende un progresso negli schemi d’attacco, sinora parsi approssimativi (per usare un eufemismo) ma la prima modifica non può che riguardare la formazione di partenza, ancora priva dello squalificato Gudmundsson. Blessin, mentalmente duro come una barra d’acciaio della Krupp, è atteso a regalare a Coda – i cui avvii stagionali sono tradizionalmente lenti, specialmente in zona gol – uno o più partner coi quali dialogare a livello tecnico. Improbabile che Aramu, il miglior bue della stalla, rimanga ancora in tuta sino al secondo tempo inoltrato: servono le sue giocate di qualità partite dalla fascia destra per poter sfruttare un piede mancino altamente educato ed efficace. Ma le novità potrebbero non racchiudersi nell’ingresso del sardo. Il trainer sta osservato con attenzione anche i progressi atletici di Yalcin, altro elemento che meriterebbe maggiore spazio quando occorre abbattere una roccaforte, agire negli spazi ristretti e servire a dovere un fromboliere come Coda, sinora rimasto senza rifornimenti adeguati.

Sempre in tema di attaccanti, è confermata la trattativa per lo svincolato Zaza, altro fromboliere. Due gli interrogativi. Puskas come alternativa a Coda è già stato bocciato? A che servono tutti questi terminali offensivi quando in area non arriva una palla pulita che è una?

Tornando all’attualità, Portanova rischia l’accantonamento, ma anche Ekuban, non è più così sicuro di un posto al sole nonostante la predilezione blessiniana per i giocatori instancabili nella corsa e nel pressing e disposti al sacrificio. Il ghanese, peraltro, potrebbe venire utilissimo in caso di vantaggio acquisito, sguainando l’arma del contropiede negli spazi.

Anche l’ipotesi di un centrocampo a tre frulla nella mente dell’allenatore, ma questa non appare la formula tattica più idonea, trattandosi di contesa da vincere a tutti i costi utilizzando un buon numero di calciatori offensivi. Basilare, più che il modulo, sarà assegnare ai singoli con la massima chiarezza compiti e posizioni in campo. Con il caos e l’improvvisazione, anche un impegno altamente abbordabile può nascondere parecchie insidie.

                      PIERLUIGI GAMBINO

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