Col Bologna tassativa la vittoria ma attenzione alle mezze punte avversarie

Se non altro ci verrà risparmiato il ritorno a Marassi di Soumaoro con una maglia rossoblù stavolta a strisce e non a quarti. Il Bologna se lo è aggiudicato in prestito con diritto di riscatto, accentuando i rimpianti di chi tifa Genoa, che lo avrebbe volentieri riaccolto se le antiche frizioni tra Preziosi e l’entourage del ragazzo non avessero vietato qualsiasi tipo di apertura.

Con o senza l’ex Lille, il team petroniano merita il massimo rispetto, anche se il Grifo, toppato l’impegno di Reggio Emilia, ha l’obbligo tassativo di far sua la posta intera, interropendo l’ormai lunga serie di rovesci negli scontri diretti.

A dire il vero il Bologna dista sei lunghezze, ma se il divario fosse in un colpo dimezzato, ecco che alla lista delle pericolanti si aggiungerebbe una squadra non priva di pregi ma neppure di punti deboli. I rossoblù di Liguria, precipitati nuovamente nel baratro, non hanno alternative, pur considerando che a volte, quando la via del successo risulta ostruita, occorra accontentarsi del singolo passettino.

Ballardini chiede una prestazione “da squadra”, conscio com’è che senza la compattezza riemergerebbero le antiche e mai colmate lacune di organico. Tuttavia, rispetto alla disgraziata epoca maraniana, il Genoa ha ritrovato una certa dignità espressiva ed ha certamente i mezzi per imporsi. L’elenco degli indisponibili però è ancora lungo e limita le scelte del romagnolo (stavolta in veste di ex), soprattutto in difesa, complice la squalifica di Goldaniga. Ci si avvia ad una riconferma dell’assetto precedente, ancora con l’esclusione di un altro vecchio pilastro dei felsinei, quel Bani che continua a dividere la critica.

Qualche novità è presumibile in mezzo al campo, anche se Czyborra a sinistra non ha concorrenti e Badelj difficilmente sarà scostato dalla cabina di regìa. A destra il titolare era e resta Zappacosta, che però potrebbe pagare il terzo impiego in una settimana: ergo, salgono le azioni di Ghiglione, assai meno dotato dell’ex romanista, ma abbastanza tonico e galvanizzato dal cross vincente per Eldor a Reggio Emilia.

Ai fianchi di Badelj fioccano le incertezze. Zajc garantisce fantasia e brio ma potrebbe anche essere sacrificato, mentre Lerager dovrebbe finire in panca. Non mancano i pretendenti alle due maglie in palio: il baby Rovella ma ancora più Behrami (reduce dal riposo contro i neroverdi) e Sturaro, le cui condizioni fisiche necessitano tuttavia di uno speciale monitoraggio. La struttura tattica del Bologna – tre mezze punte veloci e capaci ad inserirsi partendo alle spalle di Palacio, che da mesi si adatta a fulcro avanzato – merita sicuramente qualche modifica a carico delle mediana, incaricata di impostare ma anche di proteggere una linea difensiva imbottita di individui lenti, macchinosi ed anziani.

In avanti è probabilissimo il ritorno alla coppia Eldor-Destro. Il primo, oggetto di attenzioni da parte della Juve ma destinato a rimanere in Liguria almeno sino a giugno, cercherà di proporsi nel doppio ruolo di rifinitore e di fromboliere, mentre il secondo, ennesimo ex di giornata, lasciato inizialmente fuori in terra emiliana per una scelta ai più incomprensibile, ha il compito di concretizzare in attesa che Scamacca – retrocesso da fulgida realtà ad oggetto misterioso – decida di iniettare nelle sue recite – quando chiamato in causa dall’allenatore – una dose accettabile di concretezza.

                                  PIERLUIGI GAMBINO

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