COL NAPOLI UN CONFRONTO AVVINCENTE, A CENTROCAMPO UN “BUCO” DA COLMARE

Gran bella partita, sulla carta quella tra Sampdoria e Napoli, con il fattore psicologico che si scorge all’orizzonte e potrebbe influenzare lo sviluppo della gara più che la tecnica e la tattica.

I blucerchiati hanno dimostrato a San Siro che la tranquillità – figlia dei tre punti salvezza strappati al Toro – può essere pronuba di prestazioni eccellenti e anche di risultati prestigiosi. La gara con i rossoneri ha confermato l’ottimale stato di salute della truppa doriana, senz’altro in grado di ripetere – ma con un coefficiente di difficoltà forse superiore – al cospetto del Napoli.

L’incognita di ordine mentale riguarda, piuttosto, l’avvio ormai conclamato delle manovre di mercato in casa Samp. Vero che molti degli attuali titolari hanno già firmato il prolungamento del contratto, ma tutte queste voci, più che attendibili, di una rivoluzione nell’area tecnica – allenatore, direttore sportivo, responsabile scouting – potrebbero destabilizzare l’ambiente.

Di sicuro non si distrarrà Quagliarella, che del Ciuccio era tifoso da ragazzino ed è pure un ex: la sua battaglia del grano – condotta attraverso il procuratore – si baserà anche sulle prove offerte e sui gol realizzati da qui a metà maggio. Ergo, attendiamoci un capitano tirato a lucido.

Sul fronte azzurro, occorrerà valutare le conseguenze nel morale della sconfitta rimediata mercoledì a Torino, dopo un periodo fantastico che aveva condotto ad una perentoria rimonta in classifica. Il Ciuccio non è in crisi, avrebbe anche potuto pareggiare in terra piemontese senza perpetrare furti e ha la convinzione di poter rientrare nel quartetto Champions, confidando soprattutto in un ulteriore calo del Milan. Non può però accontentarsi a priori di uscire da Marassi con un pareggino.

Si prevede una gara aperta ad ogni risultato. Il Napoli non dispone di sfondatori e punterà ancora sul proprio calcio avvolgente, con giochi a due o a tre sulla fascia ed inserimenti improvvisi in area. In teoria i campani prediligono agire di rimessa, confidando nel pressing alto degli avversari, e questo è un tranello nel quale la Samp non dovrà cadere. Anche i blucerchiati, a ben vedere, preferiscono lasciare ad altri il pallino, ma la sfida di Milano ha prodotto un’inversione di tendenza.

Il vero nodo da sciogliere riguarda la zona mediana, lasciata scoperta dalla contemporanea defezione di Adrien Silva, incorso in squalifica, e di Ekdal, il cui recupero anticipato post infortunio muscolare appare assai rischioso. Nessuna delle alternative ai due abituali partner di Thorsby convince granché. A giudicare dalle caratteristiche, dovrebbe toccare al giovane Askildsen, il quale sinora non ha offerto segni di completa maturità: senza contare che la sua vocazione è più all’offesa che a garantire equilibrio al settore. Ranieri in allenamento ha provato la carta Yoshida, fidando sulla duttilità del giapponese, che tra i difensori è il più dotato di dinamismo e propensione a costruire. Si tratterebbe pur sempre di una forzatura. La terza soluzione, non da scartare, è l’accentramento di Jankto, esterno naturale, che in mezzo si è prodotto solo una volta, con risultati non eccelsi. A conti fatti lo sbbovo più ptobabile è un quarto: dentro Verre, da tempo in disparte. Si tratta più che altro di un trequartista, in grado comunque di adattarsi al ruolo.

Il resto della formazione appare bloccato. Chiaramente, si punta ancora sulla freschezza di Damsgaard, che ingaggerà con il nazionale Di Lorenzo un duello tutto da gustare, ma forse la sfida più favorevole alla Samp si snoderà sulla fascia opposta, con un Candreva in grado di mettere in forti angustie Hysaj, che non rende quando il titolare Ghoulam ed appare un punto debole.

Siul fronte offensivo, Ranieri si affida ancora ad un altro ex di vaglia, Manolo Gabbiadini, deciso a sfruttare il favorevole momento personale e la splendida intesa con Quaglia. Non sarà agevole eludere la marcatura del prorompente Koulibaly, ma il resto della diresa partenopea ha spesso lasciato a desiderare: guai a non provare ad approfittarne.

                         PIERLUIGI GAMBINO

                       

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