COL PARMA PER RAGGIUNGERE QUOTA 52, PIU’ INCERTA LA SFIDA CON RANIERI

Un tempo Sampdoria-Parma era un festoso happening con due tifoserie gioiose e gemellate a contorno. Oggi gli emiliani stanno già pensando alla prossima avventura in cadetteria e i blucerchiati sono giunti al bivio in tema di programmazione futura. 

L’ultimo capitolo di campionato non calamita eccessiva curiosità in un ambiente sospeso tra l’orgoglio e la memoria dello scudetto di trent’anni fa e l’apprensione per gli incerti destini futuri della squadra. 

I crociati di D’Aversa puntano esclusivamente a chiudere con dignità l’avventura nel massimo campionato, ma hanno il pronostico contro e pare mancare loro la forza per sovvertirlo. In casa Samp c’è un solo pallido stimolo, fissato due mesi fa da Ranieri e inseguito con accettabile decisione, pur con qualche battuta a vuoto: i 52 punti conclusivi, che non cambierebbero affatto le prospettive ma rappresentano una piccola soddisfazione e, se non altro, rafforzano il feeling tra squadra e allenatore.

L’obiettivo è lì, chiaramente alla portata con un lieve sforzo di concentrazione. Il testaccino ha già preferigurato una formazione base conqualche novità. In difesa mancheranno Tonelli e Bereszynski: il primo per via di un acciacco e il secondo per qualche problemuccio fisico e anche per la necessità di anticipare la preparazione agli imminenti Europei con la Polonia. Toccherà a Yoshida affiancare in mezzo Colley e all’eclettico Ferrari piazzarsi sul corridoio di destra.

A centrocampo si avvertirà la mancanza dei possenti polmoni di Thorsby, che – in predicato per fare le valigie come “oggetto” di sontuosa plusvalenza – avrebbe pagato chissà cosa per scongiurare la fatale ammonizione, costatagli il congedo agonistico da Genova. Sarà così riproposto l’asse Ekdal-Adrien Silva, a meno che non si offra una chance al trascuratissimo Askildsen o si opti per il centrocampo a tre. In quest’ultima ipotesi, sarebbe Candreva il terzo elemento del settore, con Jankto a sinistra.

In avanti spazio a Gabbiadini e Quagliarella i quali – gira che ti rigira – si sono confermati la coppia più efficace del lotto, ma non è esclusa, magari a gara in corso, un’apparizione di Torregrossa, il quale – giunto in gennaio come risolutore dei problemi offensivi – si è trasformato cammin facendo in un oggetto misterioso. Capitan Quaglia ha virtualmente in tasca un altro anno di contratto, ma ci terrebbe – con l’ausilio di compagni particolarmente generosi e disposti ad assecondarlo – festeggiare la presenza numero 500 in serie A con una doppietta, che lo proietterebbe a quota 100 in fatto di reti segnate alla Sampdoria: exploit di ragguardevole entità.

Il successo, platonico finché si vuole, è un fermo obiettivo anche per Ranieri, che sta vivendo giornate di incertezza. Chiaramente, lui e la società avrebbero dovuto chiuderela vertenza relativa al rinnovo con parecchie settimane in anticipo ed ora, ad un pugno di ore dalla chiusura stagionale, l’accordo appare assai problematico. Le distanze tra domanda e offerta non sono state limate, anzi: è la formula dell’impegno al centro delle divergenze, con il tecnico disposto ad abbassarsi le prebende ma anche fermo nel pretendere un rinnovo biennale. Improvvisamente, il trainer ha pure scoperto di avere parecchi corteggiatori, l’ultimo dei quali la prestigiosa Fiorentina.

Sullo sfondo, poi, resta anche il disaccordo riguardo all’assetto tecnico futuro. Per raccattare 50 milioni sul mercato, Viperetta non potrà privarsi solo di Thorsby, ma dovrà procedere ad ulteriori cessioni dolorosissime, con Jankto ed Ekdal primi indiziati a partire. Torneranno alla base, in compenso, elementi come De Paoli, Caprari, Vieira, Murru e Bonazzoli che appaiono inadatti a rinforzare l’organico e scarsamente appetibili da altri club.

Più che ai giocatori, tuttavia, si dovrà badare a sbrogliare a breve giro di posta la matassa dell’allenatore. E in giro è durissima scorgere personaggi in grado di sostituire degnamente Sir Claudio.

                    PIERLUIGI GAMBINO

                       

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