DOPO LA PESSIMA PROVA DI SAN SIRO, CON LO SPEZIA E’ IN GIOCO LA FACCIA

Da sparring partner coinvolta nei festeggiamenti dell’Inter ad arbitra della salvezza. Cambia, nel giro di quattro giorni, il destino di una Samp che non riesce a godersi compiutamente l’anticipata salvezza ed un nono posto che – stante il rallentamento di un Verona ormai pago – appare sempre  meno attaccabile. 

I blucerchiati contro lo Spezia non si giocano il futuro ma la “faccia”. Sono consci che ua bella fetta di tifoseria amica li spingerebbe a perdere pur di vedere salvi i cugini del Levante, ma certi auspici estremistici non possono trovare proseliti. Tra il lottare col coltello fra i denti per umiliare gli avversari e il concedere loro tre punti semplici rinunciando a lottare c’è la strada intermedia della disputa di un match dignitoso per concentrazione, impegno, serietà e professionalità: anche per rispetto della falange di popolo doriano che, lungi dai triti concetti di fratellanza e gemellaggio, pretendono dai propri beniamini un perentorio riscatto dopo la molle ed abulica prova di San Siro.

Sotto l’aspetto meramente tecnico non c’è proprio partita. I blucerchiati sono di tutt’altra pasta fatti, pur tenendo conto della stanchezza di alcuni di loro che da mesi tirano incessantemente la carretta. Hanno tutti i mezzi per sciorinare 90 minuti di calcio apprezzabile, prodromo ad un risultato positivo: e pazienza se fermare la squadra di Italiano non regala identico prestigio dell’impresa firmata due domeniche fa ospite la Roma.

Claudio Ranieri ci tiene certamente ad ammirare una Samp degna del suo valore e della classifica occupata. In questi giorni si stanno infittendo i contatti tra lui e la società al fine di trovare una quadra sul fronte del rinnovo di contratto,. Qui ballano centinaia di migliaia di euro e anche un anno in più di matrimonio, oltre ad una precisa valutazione dei programmi tecnici e dei connessi risultati di carattere sportivo. Temi ponderosi, che in teoria non dovrebbero comprendere anche un esame di una o due recite di campionato, ma tutto fa, e il testaccino non intende lasciare negli occhi del Viperetta una Samp arrendevole e sazia. Il tecnico ha sbandierato da tempo l’obiettivo finale dei 52 punti: abbordabilissimo considerata la caratura delle tre rimanenti avversarie Spezia, Udinese e Parma. Vero che la prima in calendario è, per ragioni di classifica, la più spinosa, ma iniziare il trittico con un sonoro successo sarebbe oltremodo terapeutico.

Formazione. Ranieri è abbastanza imprevedibile, ma stavolta non rinuncerà al duo offensivo formato da Quagliarella e Gabbiadini, cui sono stati risparmiati 90 minuti di fatica a San Siro. Con questi due in avanscoperta le probabilità di trovare il gol si moltiplicano: semmai, a metà partita, potrà sostituirne uno Keita, arma spesso letale quando si tratta di mutare le sorti di un match.

A centrocampo salgono le chances di Ekdal, non ancora al “top” ma utilizzabile al posto di Adrien Silva, vittima di una forte contusione rimediata a Milano. In teoria, Thorsby sarebbe più bisognoso di riposarsi, ma immaginare un suo stop – magari a favore del giovane Askildsen – appare un azzardo. In difesa, per finire, ancora spazio ad Augello, altro titolare spremuto come un limone: è un ex, al pari di Chabot e Saponara sulla sponda opposta – ma difficilmente si lascerà impietosire. 

I veri e propri ballottaggi giruardano more solito Yoshida e Tonelli per un posto in terza linea e Damsgaard e Jankto per la fascia sinistra.

Lo Spezia, formazione garibaldina ma assai poco equilibrata tatticamente, va temuto per una certa varià di proposte offensiva, un’indubbia capacità di spingere con molti uomini, un carattere battagliero sino in in fondo, un dinamismo eccezionale in parecchi elementi, ma il patrimonio tecnico complessivo è modestissimo (tra i più bssi della categoria) ed anche la disposizione tattica lascia spesso a desiderare. Troppe volte le guardie scelte di Italiano risultano spiazzate o in ritardo nelle chiusure: una squadra esperta come la Samp dovrebbe andare a nozze.

                                   PIERLUIGI GAMBINO

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