Genoa – Inter 0-2: una buona ora per i ragazzi di Maran, poi un lampo di Lukaku rompe gli equilibri

Come nella precedente partita il Grifone ci mette carattere ma questa volta non basta per portare a casa punti. Certo questa volta davanti c’era l’Inter, peso tecnico e qualità della panchina imparagonabili rispetto ai rossoblù. Eppure, diciamolo senza tema di smentita, il Genoa finché ha gamba si difende con ordine e le liti tra di loro,degli attaccanti nerazzurri, dimostrano come la squadra di casa abbia giocato al meglio le sue carte.

Primo tempo con largo possesso dei giocatori di Conte che però non si avvicinano mai con pericolosità dalla parti di Perin. Difesa rossoblù che si esalta nel bunker e centrocampo pronto a filtrare il più possibile. In avanti si combina poco, quasi nulla, ma l’idea di Maran era chiara: cerchiamo di non prendere gol, poi tutto quello che dovesse venire sarà tanto meglio. I giocatori lo seguo alla lettera e Goldaniga, Bani e Zapata si superano sui titolarti Lautaro e Lukaku. E Rovella? avrà un gran futuro.

Il secondo tempo comincia con un Grifone più propositivo e un pressing più alto. Il portiere nerazzurro non compie interventi di rilievo, sia chiaro, ma il Genoa prova a giocare un po’ di più. L’Inter non convince ma il colpo a sorpresa è dietro l’angolo. Basta un’invenzione di Barella – appena entrato – a dare a Lukaku la palla dell’1 a 0: corridoio in verticale, slalom del belga e Perin non può altro che raccogliere la palla in fondo al sacco. È il minuto 64 e virtualmente la partita finisce qui perchè le forze del Genoa sono ormai ridotte al lumicino. Passa un quarto d’ora nel quale comunque il Grifone tiene botta, ma all’ennesimo calcio d’angolo Ranocchia prolunga per D’ambrosio che di testa la butta dentro. E dire che il calcio d’angolo viene fatto ripetere dall’arbitro proprio perchè D’ambrosio era fuori a bere e con un piede in campo…

Frase retorica conclusiva: non sono queste le partite dove poter sperare di fare punti, l’importante è capitalizzare altre occasioni. Certo, tutto vero, però questo Genoa agli ordini di Maran sta dimostrando uno spirito di gruppo e un’unità fuori dal comune. Il virus che ha decimato la squadra ha ancora lasciato i segni, la panchina rossoblù non avrebbe mai potuto reggere un urto così devastante, eppure tutti si sono sacrificati, dati una mano e lo spogliatoio si è unito. Atleticamente c’è da lavorare molto, il ritardo di molti elementi fisicamente è un peso che dopo un’ora di gioco si fa ancora sentire. 

Updated: 24 Ottobre 2020 — 20:16

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