IL DERBY NON RIVALUTA RANIERI, LA SAMP SALVA SOLO L’ONORE

Ecco a Marassi il pareggio che era nell’aria da settimane, ma è giunto attraverso la via più tortuosa, un rocambolesco 2-2 e a capo di una partita vivace e gradevole. La Samp concede ai cugini di Spezia un punto forse decisivo in ottica salvezza e salva il proprio onore, zittendo il folto gruppo dei dietrologi che avevano preconizzato un’impresa corsara degli aquilotti.

Certo, non è stata una Sampdoria squillante. Ha giochicchiato a tratti, denunciando more solito una certa discontinuità, senza accusare eccessiva svogliatezza e pagando quella miseria di motivazioni che l’accompagna da diverso tempo. Non una squadra abulica e rinunciataria, ma neppure un undici combattivo e pronto ad assecondare la caccia ai 52 punti sbandierata reiteratamente da mister Ranieri.

D’altronde, senza lo spompato Thorsby, i blucerchiati non potevano non accusare qualche battuta a vuoto nella zona nevralgica, dove lo Spezia ha lungamente imposto il proprio superiore dinamismo. Da elogiare, comunque, lo spirito di reazione dei blucerchiati, due volte sotto nel punteggio e due volte capaci di riagguantare la parità. Certo, sono stati pure fortunati in alcune circostanze, quando gli ospiti si sono bellamente divorati opportunità ghiottissime di chiudere in anticipo il match prima che a raggiungerli e beffarli provvedesse Keita. Già, ancora lui, il senegalese, già in gol a San Siro e ripetutosi a Marassi, dove ha sfoggiato una voglia irrefrenabile di mettersi in evidenza e guadagnarsi agli occhi del presidente una riconferma che resta problematica per ragioni meramente economiche. Oltre a lui ha brillato Quagliarella, al ritorno fra i titolari: l’ennesima conferma di una serietà professionale e di un impegno che trionfano ancora a spese di un’impietosa anagrafe.

Non benissimo, per contro, alcuni abituali puntelli della retroguardia, Bereszynski si è lasciato sorprendere nel gioco aereo in occasione del primo vantaggio dei bianchi, mentre Yoshida non è parso impeccabile sul raddoppio, pur riscattandosi più tardi come uomo assist per Keita. Discreto pure l’apporto di Verre, impegnato inizialmente alle spalle del capitano e di Gabbiadini: e proprio da un’iniziativa del bergamasco respinta dal palo è scaturito il sigillo del calciatore romano.

In definitiva l’ultimo derby stagionale non induce a cambiare radicalmente le valutazoni riguardo a questa Samp che si trascina verso le vacanze tra alti e bassi. Ed intanto cresce la falange dei contestatori di Ranieri, la cui flemma è considerata alla base degli sbalzi caratteriali della squadra. Di sicuro non giova alla serenità dei blucerchiati quest’incertezza riguardo al futuro dell’assetto tecnico, col testaccino, il d.s. Osti e il responsabile dello scouting Pecini tutt’altro che sicuri di rimanere.

                                               PIERLUIGI GAMBINO

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