IL GENOA VUOLE ALZARE LO SGUARDO A SPESE DELLA SUA…SUCCURSALE

Il Ferraris ritrova domani una bella serie di vecchi frequentatori, stavolta con una maglia differente e la comprensibile voglia di travestirsi da corsari. Fanno parte di un Verona spavaldo e sorprendentemente forte, diventato una succursale del Genoa e, come spesso accade, confermatasi sinora ben più forte della casa madre.

Il presidente rossoblù Preziosi ha a cuore le sorti della società gialloblù, e non solo perché vi milita suo genero, quel Veloso così discusso sotto la Lanterna. Al fianco del portoghese, ecco Lazovic, Gunter, Salcedo, Bessa e l’ultimo arrivato Sturaro: tutti elementi che per un motivo o per l’altro avevano bisogno di lasciare l’aria – per loro insalubre – di Genova e provare a rilanciarsi altrove. Identico discorso vale per Ivan Juric, che trova posto nel cuore del popolo genoano per le sue innate doti di combattente nelle migliori edizioni del Grifo preziosiano e che, successivamente, come allenatore genoano, incontrò più amarezze che soddisfazioni. Purtroppo fu mandato allo sbaraglio dal Joker, pagò il noviziato e la necessità d fare esperienza, ma anche una destino crudele, che gli ha fatto guadagnare la taccia di allenatore più sfigato della storia genoana. Sconfortante il suo bilancio, ma non gliene andò bene mezza, e questo gli va riconosciuto.

A Verona il croato sta facendo faville guidando una pattuglia di reduci da battaglie perse. Non pago dell’ottima stagione disputata, sta ripetendosi mantenendo il team scaligero subito alle spalle delle sette sorelle, distante anni luce dalla zona calda. Orma è un allenatore scafato e maturo per palcoscenici ancor più prestigiosi e domani andrà a caccia di ulteriori consensi, magari conditi con un risultato favorevole. Non un compito agevole, anche considerando che dovrà metter mano alla retroguardia per via della contemporanea assenza degli infortunati Ceccherini e Davidowicz e dello squalificato Dimarco. In avanti, per contro, mister Ivan si sta godendo la verve del fresco rinforzo Lasagna che, discusso e non sempre impiegato a Udine, sta rilucidando la propria immagine in riva all’Adige ed ha suggerito al suo allenatore persino un’impegnativa somiglianza con Milito. Tornato al successo a spese del rovinoso Parma, il Verona lascia solo perplessi in chiave motivazionale, data la sua classifica lontana da ogni tensione: un teorico handicap di cui potrebbe approfittare un Genoa non più con l’acqua alla gola ma talmente ispirato da poter e quasi dover insistere sul sentiero della rinascita.

Ballardini naviga nel mare della tranquillità e addirittura nell’abbondanza. Non lo preoccupa la potenziale defezione di capitan Criscito (ancora sofferente alla caviglia ed eventualmente avvicendato dall’affidabile Goldaniga) e lo conforta, ovviamente, il rientro post squalifica di Badelj, l’asse portante del centrocampo: il baby Rovella, pronto comunque all’impiego, per ora non può offrire un rendimento pari a quello dell’ex laziale.

In avanti permane il solito ballottaggio per il ruolo di seconda punta. Pandev, dopo l’exploit contro il Napoli, si fa lievemente preferire, ma Shomurodov lo sostituirà in corso d’opera ed attirerà su di sé fortissime attenzioni: come giocatore più pagato della compravendita estiva, è atteso infatti a risalire ai livelli dei mesi iniziali e, possibilmente, ad accrescere il cinismo sotto porta.

E’ la sola lacuna che Ballardini deve ancora colmare, visto che la difesa ormai offre garanzie assolute e nella zona nevralgica Badelj e Strootman sono maestri di sagacia tattica e di organizzazione. Con tre punti in più – obiettivo non scontato ma alla portata – si potrebbe ruotare radicalmente lo sguardo verso la colonna a sinistra della graduatoria. Chi l’avrebbe mai detto due mesi fa…?

                          

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