Il sorpasso del Cagliari si può evitare ma non è questa la gara più importante

Tanto tremore per nulla. Alla prova dei fatti, aveva ragione chi sosteneva che anche a quota 36, già raggiunta prima della trasferta di Bologna, il Grifo avrebbe trovato la salvezza: un risultato ottenuto in anticipo, lasciando ad altri qualche giornata in più di paura. Adesso, nei 90 minuti rimanenti, il Genoa deve solo inseguire un epilogo dignitoso, adeguandosi magari al clima balneare di un match diventato improvvisamente… amichevole dopo che per un mese abbondante ci si era lambiccati in merito alle varie combinazioni legate  al suo risultato. Quasi a sorpresa, sardi e liguri si trovano abbracciati nel mare della tranquillità_cosa da non credere.

La banda del Balla ha un ultimo obiettivo da centrare, ma assolutamente secondario: scongiurare il sorpasso in classifica del Cagliari, Il pareggio infatti affancherebbe i rossoblù… continentali di scongiurare la possibile perdita di alcune posizioni e un riavvicinamento in graduatoria alle ultime tre che, pur con un cospicuo vantaggio di punti, sarebbe una piccola macchia.

Si gioca chiaramente su piazzamenti platonici. Il Cagliari, esaltato dall’aver scombinato i piani del Milan, ha il desiderio di apporre la ciliegina sulla torta di una clamorosa rimonta, firmata in primis da mister Semplici, assai più produttivo del suo predecessore Di Francesco, e in secondo luogo da Stefano Capozucca – tornato da qualche mese nell’isola – che ha il Grifo nel cuore dall’adolescenza ed ha affiancato lungamente il Prez negli anni d’oro della sua gestione.

Ballardini dovrebbe mantenersi sul sentiero degli esperimenti, pur evitando inutili rimescolamenti. Giò certo dunque che in porta non torni Perin (il cui futuro si teme possa essere a Bergamo): spazio a Paleari, che è in prestito ma ha fornito garanzie superiori rispetto a Marchetti, che invece è ancora sotto contratto. In mezzo al campo potrebbe toccare ancora a Melegoni, a lungo trascurato in questa stagione, ma in procinto di diventare definitivamente rossoblù: elemento da esaminare a fondo.

Anche in avanti potrebbe prefigurarsi una novità: l’esordio – magari in corso d’opera – del diciannovenne Kallon, che nelle file della Primavera ha destato mirabilia. Improbabile però che a Pandev (pur nella speranza mai sopita di un suo ripensamento) non venga concessa la passerella dell’ultimo match italiano. Il solo attaccante fuori dai giochi è Scamacca.

La vera partita da preparare però non è quella a calendario in terra sarda. Le probabilità di una conferma di Ballardinisalgono giorno dopo giorno, ma il suggello dell’annuncio ufficiale tarda ancora. Il mister ha già squadernato i suoi desiderata, il minimo indispensabile per non perdere quotazioni in un campionato che vedrà parecchie formazioni di media levatura (Fiorentina, Toro, lo stesso Cagliari) rinforzarsi dopo un’annata di sofferenze. Inutile ribadire la necessità di svecchiare l’organico, ma anche di trattenere almeno uno dei “gioielli”: quasi impossibile Zappacosta (rilanciato alla grande da quest’annata in Liguria), complicato e rischioso Scamacca, più agevole ma non così scontato Strootman, che al Genoa si trova da papa e potrebbe decidere di accettare la spalmata in tre anni dei circa 7 milioni netti globali a contratto (col Marsiglia) per le prossime due stagioni. Ma il ravennate chiederà altri ritocchi sostanziali: almeno un centravanti prolifico, un centrocampista di gamba e un difensore veloce, ma anche qualche altro giocatore di complemento.

Non sarà una rivoluzione epocale, ma il mago delle salvezze non accetterà a scatola chiusa la politica dei ritocchini.

                                             PIERLUIGI GAMBINO

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