LA SAMP ALL’ULTIMA CHIAMATA,OBIETTIVO TERZ’ULTIMO POSTO

stankovic

Sette punti di distacco appaiono un’enormità, ma potrebbero diventare quattro: e allora il terzultimo posto finale potrebbe ritornare abbordabile. In questa prospettiva pur minimalista è agevole sostenere che domenica a Marassi sarà un mezzogiorno (e mezza) di fuoco. Samp e Verona attualmente sono accomunate da un ingrato destino, anche se la classifica non accomuna le due posizioni. Gli scaligeri possono ancora spendere qualche spiccolo di speranza nell’aggancio allo Spezia, mentre i blucerchiati per centrare identico obiettivo dovrebbero marciare secondo media scudetto dopo aver mantenuto da agosto ad oggi un’andatura da retrocessione sparata.

La banda di Stankovic è giunta realmente all’ultimissima chiamata. Svanite gran parte delle chances di salvezza diretta, rimane un solo obiettivo raggiungibile: la terzultima piazza. Per prestigio? Per soddisfaione personale? No, per tenere le antenne dritte riguardo agli sviluppi dei processi sportivi che potrebbero essere istruiti nei prossimi mesi. Quella degli stipendi che coinvolge la Juventus non è propriamente una faccenduola risibile, va seguita con somma attenzione e sarebbe delittuoso non porsi nella condizione di approfittarne, se l’opportunità si presentasse.

Al di là di tutte queste considerazioni, i blucerchiati hanno il tassativo obbligo di regalare un pur pallido sorriso a chi li segue con incredibile passione e nella stagione in corso non ha mai avuto l’occasione di esultare tra le quattro mura dello stadio amico: un record assoluto nella storia del club. Ed è pure un primato negativo l’assenza totale di reti su azione nelle gare casalinghe della gestione Stankovic: altro tabù da abbattere assolutamente.

A livello puramente tecnico non si tratta di un confronto proibitivo, anzi. Vero che lo Spezia ha impattato al Picco nel recente scontro diretto, ma la sua difesa non è a prova di bomba e la fase offensiva è condizionata dall’assenza di un bomber con i fiocchi. Djuric, prelevato dalla Salernitana, sta tradendo le attese e Verdi, considerato il pezzo da novanta dell’ultimo mercato gialloblù, solo in questi ultimi match ha offerto segni di risveglio e continua a rappresentare una delusione. I due, comunque, non vanno sottovalutati e neppure quel Lazovic che nella Genova rossoblù si attirava più smorfie che applausi ma in Veneto è rifiorito. Altri elementi di spicco sono il coloured Tameze, motorino del centrocampo e l’esterno sinistro Faraoni, da poco rientrato dopo un infortunio. 

Valutata nel complesso, la squadra scaligera presenta carenze da sfruttare, a patto che non si sottovaluti l’impegno.

Mister Deki ritrova Cuisance e Ilkhan, due papabili – in specie il primo – per la sostituzione dello squalificato Rincon. Vero che il venezuelano è più utile in trasferta o contro gli squadroni, ma il suo peso in mezzo al campo si avverte anche quando occorre principalmente costruire. Le ulteriori alternative vanno pescate nel “parco promesse”. Paoletti, Lalagrida, Yepes, tutti forse troppo giovani per un appuntamento così delicato.

In avanti permane il dubbio di sempre: meglio partire con un rifinitore e due punte o… viceversa? Nel primo caso, con Djuricic sicuro del posto e Gabbiadini unico attaccante puro, se la giocano Cuisance e Leris, eclettico e disposto anche a sacrificarsi in un ruolo innaturale, dove tuttavia può sprigionare la sua potenza. Nella seconda ipotesi sarebbe Jesé Rodriguez ad affiancarsi a “Gabbia”, con l’auspicio che i due finalmente assolvano al compito principale: infilare la palla nel sacco. In panca, pronto all’uso, troviamo il sempiterno Quagliarella, ma per lui vale identico discorso.

Curiosità a margine riguardo alle opposte terze linee. Tra i gialloblù spicca quel Magnani che nella Samp non si è mai coperto di gloria e tra i blucerchiati si registrano due ex veronesi. E se Gunter era ormai sceso da inamovibile a riserva fissa, Amione è stato subito bocciato per presunta immaturità prima di esplodere presentoriamente a Genova sino a diventare un baluardo irrinunciabile. L’argentino, giunto in prestito secco, tornerà a maggio nella città di Giulietta, ma vogliamo scommettere che il prossimo anno giocherà in un terzo club, ben più prestigioso?

                                     PIERLUIGI GAMBINO

               

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