LA SAMP PAGA LE TROPPE ASSENZE E NUMEROSI ERRORI INDIVIDUALI

Cinque gol sul groppone e un palo provvidenziale: la difesa blucerchiata fa acqua da tutte le parti e compromette una partita rivelatasi più abbordabile del previsto. Al Penzo è successo di tutto: innumerevoli mini-gare nella stessa partita, rimasti in bilico sino al 77′, con i blucerchiati capaci di cancellare un doppio svantaggio pur in dieci uomini, per poi crollare definitivamente.

Legittimi i rimpianti relativi al numero spropositato di assenze pesanti: in pratica, tutti o quasi i calciatori più importanti. Era una squadra inedita, raccogliticcia, capace peraltro di non sfigurare sul piano del gioco di fronte ad una delle primattrici. La sconfitta è maturata a causa di spaventosi errori individuali, tutti evitabilissimi, commessi anche da calciatori di una certa esperienza.

Pirlo sceglie Ricci per completare l’undici base, piazzandolo al fianco del regista Yepes e avanzando sulla linea dei trequartisti Benedetti, con De Paoli sulla linea mediana, sostituito in retrovia da Stojanovic. La formazione più logica (priva com’era di alternative), che per un quarto d’ora tiene dignitosamente il campo. Ma nel momento migliore dei blucerchiati è Ghilardi ad inaugurare la lunga serie di clamorosi svarioni: rinvio debole e maldestro e sul successivo cross basso di Pierini è Pohjajanpalo a segnare di tacco. Gli ospiti paiono accusare il colpo, faticano a reagire, ma trovano la forza, con Verre, di recuperare palla e, auspice un preciso cross di Yepes, impattare con Benedetti, al primissimo sigillo in blucerchiato.

A questo punto, basterebbe controllare la sfida, scongiurando sbilanciamenti e sciocchezze, ma Ricci, confermando le difficoltà, anche psicologiche, che lo condizionano, sgambetta platealmente Johsen in piena area confezionando la réclame del rigore, prontamente trasformato. Ma non è finita: prima del riposo, Benedetti si guadagna due sacrosanti cartellini gialli in 180 secondi lasciando in inferiorità numerica i compagni.

Nella ripresa la Samp cerca di limitare i danni, riuscendoci sin quando, verso l’ora di gioco, lo scatenato Pohjanpalo completa la sua tripletta personale con un comodo colpo di teta in tuffo che chiama in causa una difesa doriana alquanto distratta e slabbrata.

Match agli archivi? Neppure per idea. Forse liberata psicologicamente, la banda di Pirlo, passata al 4-4-1 con l’innesto di Barreca per lo spento Verre, si riappropria del pareggio con due colpacci in sei minuti, intervallati dal montante centrato dal genovese (e di fede sampdoriana) Zampano. Il 3-2 è un capolavoro del giocatore più discusso, De Luca, capace di superare il portiere Joronen con un pregevole pallonetto in diagonale e il 3-3 è del solito De Paoli, stavolta servito alla perfezione da Ricci e favorito da un’uscita a farfalle del numero uno lagunare.

La Samp, a questo punto, dovrebbe stringere i denti e resistere per una ventina di minuti: non proprio un’impresaccia, pur considerando l’inferiorità numerica. Ma a Busio bastano tre giri di lancetta per riportare avanti i padroni di casa: maglie difensive troppo larghe e colpevole ritardo di Giordano, fattosi precedere dall’americano. Game over: senza più la necessaria convinzione, i blucerchiati incassano anche il quinto gol in mischia.

Sconfitta forse non imprevista ma durissima nel punteggio, con la prospettiva di affrontare venerdì prossima Marassi il Parma capolista senza Benedetti, con un centrocampo ancora più sperimentale. E dal fronte societario giungono altre notizie preoccupanti, pur legate alla precedente gestione. Davvero un avvio di 2024 e di girone discendente da incubo.

                                               PIERLUIGI GAMBINO

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