L’ABBRACCIO TRA COLLEY E RANIERI SIMBOLO DELLA VITTORIA PIU’ TRISTE

Vincere tre a zero, centrare quota 52 e sentirsi ugualmente tristi. E’ un sentimento comune quello che caratterizza il clan blucerchiato in una serata simboleggiata dall’abbraccio struggente tra Omar Colley e Claudio Ranieri dopo il gol del difensore gambiano al Parma. Attorno al mister, in quell’attimo ma anche in occasione delle altre due segnature, si è stretta con il corpo tutta una squadra e con l’anima una tifoseria intera, ancora choccata dall’epilogo stagionale più drammatico: il clamoroso addio di Sir Claudio.

Quagliarella e compagni, pur turbati, non hanno tradito il loro condottiero e lo hanno premiato con quel bottino finale che il trainer aveva fissato come obiettivo. Un modo come un altro per ringraziarlo e per confermare stima ed affetto nei confronti di un personaggio che si è congedato con somma signorilità. Si temeva che la fresca notizia del divorzio potesse fiaccare a tal punto i giocatori da spegnerne l’ardore agonistico e invece li ha caricati ulteriormente, insinuando in ognuno di loro una rabbia speciale e la gran voglia di dedicare al testaccino l’ultima gioia di un’annata di gran lunga superiore alle più rosee aspettative.

L’ultima fatica pre-vacanze si è snodata in un monologo o quasi di fronte ad una compagine da tempo in disarmo, ricca solo di rassegnazione. Il Parma ha tenuto il campo con onore, consentendo al portiere Letica, sostituto occasionale del titolare Audero, di guadagnarsii un voto abbastanza alto e qualche elogio, ma il risultato non è mai stato minimamente in discussione

Il capitano ha aperto le marcature su assist al bacio di un Candreva ancora una volta decisivo: la ciliegina sulla torta delle 500 partite in serie A. In qualche circostanza, Fabio ha accarezzato la speranza di fare il bis di toccare un altro traguardo tondo, quello delle 100 reti in casacca blucerchiata: sarà per l’anno prossimo, visto che almeno il suo è un rinnovo che appare scontato, pur considerando che con questa dirigenza nessun epilogo è scontato.

Ai due califfi si è unito Gabbiadini autore della segnatura più spettacolare della serata – splendido l’uno-due con Candreva a precedere la conclusione finita all’incrocio – ed il suo è anche un messaggio in vista della stagione a venire, che dovrà vederlo protagonista.

La firma di Colley nel tabellino ha immerso la gente doriana nel crogiuolo di sensazioni contraddittorie: da una parte l’ammirazione per il difensore africano, autore di un campionto eccellente, e dall’altra la paura crescente che quel suo diagonale vincente verso il palo opposto sia stato l’ultimo souvenir lasciato in terra ligure. Sì perchè il coloured rientra fra i primissimi nella nutrita lista dei possibili partenti stilata dal Viperetta, bramoso di rimpinguare le casse scietarie con un bel po’ di plusvalenze.

Prima di procedere a qualche cessione, tuttavia, il presidente dovrà reperire un allenatore “potabile”, la cui primaria prergativa sarà quella di costare assai meno del tecnico capitolino, cui era stato proposto uno sconto di ben 800 milioni: quasi la metà delle prebende percepite negli ultimi due anni!

Il ventaglio di potenziali sostituti è ampissimo: da Gotti a D’Aversa (che nello scontro diretto appena agli archivi non si è certamente rivalutato agli occhi della piazza blucerchiata), dalle “minestre riscaldate” Iachini e Giampaolo all’emergente Zanetti e a Liverani. Tutta gente che si accontenterà di un ingaggio ben più modesto e anche di un progetto minimalista, finalizzato esclusivamente al mantenimento della categoria. Dopo i 52 punti targati Ranieri, che brutto risveglio!

                                        PIERLUIGI GAMBINO

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