Pallanuoto: una Pro Recco più ligure per trionfare in Europa

La serie A è già cominciata, ma la ritarda presentazione della Pro Recco, nell’elegante atmosfera del Moody, locale genovese rilanciato proprio dal proprietario della biancoceleste, non sposta gli equilibri. Il campionato italiano aveva, haed avrà un unico padrone nella schiacciasassi di Ratko Rudic, il cui compito, almeno nelle mura nazionali, si annuncia ancor più agevole che in passato. 

In seno al club rivierasco si parla poco di campionato e molto dell’obiettivo stagionale, un chiodo fisso che vive dal 2015, quando lo squadrone del patron Volpi conquistò l’ultima Coppa dei Campioni: sembra un’eternità…

Il Recco insomma ci riprova con rinnovato fervore e con un organico ancor più competitivo. Stavota, però, il presidente Maurizio Felugo e i suoi collaboratori hanno proiettato i loro sforzi di mercato personaggi in qualche modo legati alla Liguria. Ed ecco, tra i nuovi acquisti,il fortissimo Pietro Figlioli, brasiliano di nascita ma ligure di estrazione pallanuotistica: è stato il capitano della nostra Nazionale, che si è fregiata dell’ultimo trionfo mondiale. Al suo fianco, Edoardo Di Somma, altro azzurro di prestigio: un gradito ritorno nella nostra regione. Eppoi Stefano Lungo e Andrea Fondelli, figlio d’arte: tutti giocatori capaci di fare la differenza, almeno in Italia. Gran parte degli innesti proviene dal Brescia, per anni acerrima rivale dei recchelini per il tricolore. Ai nastri della nuova stagione i lombardi si sono indeboliti, mentre la Sport Management è più forte e così pure l’Ortigia, ma da qui a poter insidiare il predominio biancoceleste ce ne passa.

“Puntiamo dritti alla Champions” – ha dichiarato Gonzalo Echenique, che potremmo definire il Cristiano Ronaldo della waterpolo. Gli fa eco mister Rudic: “Ci riproverremo, ben sapendo che si sta annunciando un’annata complicatissima, contrassegnata dalle qualificazioni olimpiche e dai campionato europei. Chiaro che questi appuntamenti regaleranno ai giocatori ulterio ristimoli a far bene anche nel club di appartenenza, ma i numerosissimi impegni e le soste al campionato renderanno più difficile la gestione dell’annata sportiva”.

Maurizio Felugo si associa all’allenatore: “Divideremo l’organico in parecchi gruppi per primeggiare in ogni competizione. Puntiamo su un organico più ligure, più italiano ed anche più giovane con il solito traguardo sullo sfondo”.

Al di là del risultato sportivo, aleggia un auspicio speciale nel clan levantino: ambientare la fase conclusiva della Champions a Recco, nella mitica piscina di Punta Sant’Anna, restituita a nuovo lustro dai lavori in corso, dopo anni di chiusura, che ha costretto una squadra tra le più forti del mondo ad emgrare a Sori e a Genova. La Federnuoto è pronta ad appoggiare questo progetto prestigioso ma non impossibile.

Intanto, la Pro Recco nei mesi scorsi ha indossato i panni di ambasciatricie della pallanuoto nel mondo accettando l’invito di alcune università californiane per insegnare i segreti di questa disciplina ad un popolo, quello jankee, non ancora edotto a sufficienza. Al vernissage del Moody decine di ragazzi e bimbi, guidati da istruttori capaci e appassionati, hanno applaudito i propri beniamini nella speranza di rinverdire, un domani, le loro gesta. La Pro Recco, insomma, desidera tornare – almeno in parte – alle origini, ai tempi del suo primo scudetto, quando il Settebello era composto solo da recchelini (guidati da Eraldo Pizzo), con un unico “foresto”, il portiere Merello, genovese.

                                       PIERLUIGI GAMBINO

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