RISOLTO IL NODO ALLENATORE IN ATTACCO SARA’ RIVOLUZIONE

Meglio così: meglio che quel pallone di Fredrup sia finito sul palo. Il pareggio del Genoa contro un Bologna in campo con quattro diciottenni avrebbe potuto attirare giudizi più tenui e invitare la dirigenza a qualche ripensamento. No, qui bisogna rifare tutto dalle fondamenta, sperando che il mercato estivo consenta di trovare una sistemazione alternativa alla gran parte dei giocatori impiegati in questa pessima annata.

Non sarà agevole, per esempio, trovare un acquirente per Hernani, che a mo’ di ciliegina su una personale torta dal sapore tossico ha firmato il pur involontario assist a pro di Barrow, giustiziere petroniano.

La gara di congedo ha accentuato le perplessità, sempre più diffuse, non solo riguardo ad una rosa calciatori assolutamente inadeguata, ma anche in merito all’opportunità di confermare Blessin al timone. L’iniziale entusiasmo suscitato dal suo modo di porsi è via via svanito di fronte ai risultati, alle prestazioni generali e soprattutto al vuoto pneumatico di una fase propositiva e realizzativa imbarazzante. Il materiale umano a disposizione dalla cintola in su non vale, forse, neppure la serie B – e andrà dunque smantellato – ma il tedesco non è riuscito a proporre una sola idea accettabile, ad escogitare una variante efficace che potesse mascherare la pochezza di certi interpreti.

La scelta dell’allenatore, tra l’altro, rischia di incrinare l’armonia all’interno del gruppo dirigenziale. Il presidente tifoso Alberto Zangrillo, infatti, ha già dato dimostrazione di dissenso riguardo agli orientamenti di chi detiene la potestà decisionale. Il luminare, infatti, rientra tra gli avversatori della conferma di Blessin, giungendo a caldeggiare anche pubblicamente l’ingaggio del mister in assoluto più gradito alla piazza: Gian Piero Gasperini. Soluzione, quest’ultima, difficilmente praticabile anche per motivi economici, ma suggestiva. Di sicuro, tra mister Alexander e il Gasp potrebbe inserirsi una terza soluzione nostrana un grado di avviare la rinascita.

Il nuovo Grifone nascerà sperabilmente dopo aver risolto la questione dell’allenatore, cui toccherà suggerire la strategia di rafforzamento.

PORTIERE – Scontato l’addio di Sirigu, che ha parecchi estimatori in serie A, ecco che si affaccia l’ipotesi di una promozione a titolare di Semper, autore anche nel congedo di una parata strepitosa. Classe ’98, dotato di gran fisico, il croato appare maturo a sufficienza per il compito. Marchetti. A 39 anni, lascerà.

DIFESA – Il reparto rappresenta l’unico pezzo forte della squadra. La società farà di tutto per convincere a rimanere Ostigard, che ha chiuso la stagione con la fascia di capitano. Il suo temperamento ha fatto innamorare i tifosi: il problema è costituito dalle richieste giuntegli da parecchi club della massima categoria.

Si ripartirà, salvo sorprese, da Bani e da capitan Criscito, che intende rispettare l’anno ulteriore di contratto e ricoprire il ruolo di “chioccia”. Incerto il destino di Hefti, che potrebbe comunque completare un quartetto possibilmente da non variare.

Diverse le prospettive di Cambiaso, reduce da un’annata travagliata ma sempre nel mirino di qualche “big”: in teoria, potrebbe diventare una bandiera del Grifone, ma le bizze del suo procuratore sul fronte del rinnovo di contratto lo stanno allontanando dai colori rossoblù.

In partenza, per finire, Vasquez, autore di un campionato tra alti e bassi: le sue ambizioni a livello di Nazionale messicana lo sconsigliano ad affrontare un’avventura tra i cadetti. Vanhedusen, ospite fisso dell’infermeria, torna all’Inter e Calafioririentra alla Roma. Masiello e Maksimovic sono ai saluti.

MEDIANA – Si potrebbe ripartire da Badelj, che ha ancora un anno di contratto e rappresenta uno dei rari personaggi positivi del Grifone attuale. Toccherà a lui l’ultima parola ma c’è ottimismo. Scontata poi la riconferma di Sturaro, genoano nel cuore, anche se i suoi costanti acciacchi lo rendono un titolare part-time. Da stabilire il futuro di Galdames e Frendrup, uno dei quali dovrebbe restare: dipenderà dagli orientamenti personali e dal mercato. Automatico l’addio a Rovella, già di proprietà juventina. In caso di cambio di guida tecnica e anche di modulo tattico, potrebbe presentarsi la necessità di qualche innesto nel settore. Di sicuro occorre un vice Badelj affidabile, ma si avverte la necessità pure di una mezz’ala di qualità.

TREQUARTISTI – Con Blessin l’assetto tattico difficilmente cambierà, con un altro allenatore si potrebbero battere nuove strade. Quale che sia la scelta societaria, il reparto sarà oggetto di smobilitazione. Spors effettuerà un ulteriore tentativo presso Amiri per strappare un “sì” ad un altro anno in rossoblù, ma l’esito è incerto, cosiccome lo è l’avvenire di Portanova, che ha qualità preclare a livello caratteriale ma tecnicamente è modestissimo. Melegoni è sotto contratto, ma in presenza di un’offerta sarebbe liberato, proprio come Hernani, il cui passo estremamente lento mal si attaglia anche alla B. Ghiglione, non certo nelle grazie di Blessin, cercherà il rilancio altrove.

ATTACCANTI – Destro saluterà, con ben poca gente a rimpiangerlo. Da definire la posizione di Jeboah ed Ekuban, che hanno in comune parecchie caratteristiche, compresa l’idiosincrasia al gol. Simile il discorso per Gundmundsson, scarsamente incisivo nelle conclusioni ma in grado, tra i cadetti, di dire la sua. Piccoli, mai pervenuto, tornerà all’Atalanta.

PRESTITI – A fine anno rientrano alla base oltre venti giocatori, tra cui Caicedo, impalpabile nei quattro mesi interisti: gli sarà proposta la risoluzione del contratto. Da monitorare per la squadra rossoblù il centrocampista Jagiello, che sta facendo benissimo a Brescia, ed un manipolo di attaccanti: il guizzante Agudelo (niente male la sua annata allo Spezia, ma accetterà il declassamento?), il possente Charpentier (in doppia cifra a Frosinone ma soggetto a continui infortuni) e quel Caso, dicembre ’98, che Mancini ha convocato di fresco in un maxi raduno azzurro. Non tutti, probabilmente, saranno riaggregati, ma un pensierino su di loro è scontato. Tra gli altri prestiti di ritorno, sarà da valutare in particolare la posizione di Czyborra, Bianchi e Biraschi, che difficilmente rivestiranno la casacca rossoblù.

Di certo, il prossimo Genoa avrà bisogno di un (o due?) centravanti confidente con le segnature, ma anche di punte esterne e centrocampisti che possano contribuire al bottino collettivo. Per un campionato di vertice, serve vincere spesso, e la sola via è quella di buttarla dentro con frequenza. L’avvilente stagione appena archiviata lo ha dimostrato inequivocabilmente.

                                  PIERLUIGI GAMBINO

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