SAMP IN DIECI SCONFITTA A PISA DECISIVO IL RAPTUS DI GIORDANO

Con i “se” e i “ma” non si va da nessuna parte, ma stavolta si può tranquillamente scrivere che senza la scelleratezza di Simone Giordano allo spegnersi del primo tempo, la Samp sarebbe tornata da Pisa con un in tasca un punto di importanza capitale.

D’altronde, il pari era il manifesto obiettivo di mister Pirlo che, giudicando rischioso l’impiego di titolari recuperati in extremis ma non al meglio, ha optato per un undici iniziale prudentissimo, quasi rinunciatario, distante anni luce da quello abituale: Esposito unica punta, alle sue spalle Depaoli e Askildsen, tutto meno che rifinitori, e a centrocampo Ricci in regià (qualificato Yepes) affiancato da Darboe. Infine, una retroguardia superimbottita, con tre centrali e sulla fascia Stojanovic e Giordano: all’insegna dell’£importante non prenderle”. Fortuna che il Pisa, pariclassifica, non meno timoroso di lasciarci le penne, si adegua all’andazzo e contribuisce da par suo trasformare il teorico spettacolo calcistico nella partita più brutta di sempre. Per un tempo intero i due portieri osservano sonnolenti quell’assurdo traccheggiodi due squadre che non osano proporre alcunché di produttivo e accettabile.

Poi, al 41′, il primo episodio che marchierà il prosieguo di match: Giordano ammonito per un’entrata in ritardo su Veloso. Nulla di clamoroso se non fosse che il mancino genovese dopo 4 minuti concede il bis atterrando da tergo Barbieri proprio al limite dell’area (con rischio fortissimo di penalty scongiurato per una questione di centimetri). Cartellino rosso incontestabile, Sampdoria in dieci e quadro tattico da riorganizzare.

Pirlo nell’intervallo corre ai ripari avvicendando lo stranito Ricci con Barreca, che si piazza nella posizione occupata da Giordano, lasciando immutato l’assetto. Il Pisa, però, capisce di poter sfruttare la superiorità numerica ed esce allo scoperto, pur senza offrire segni tangibili di pericolosità. Lo 0-0 sembra tenere, e senza particolari sofferenze, ma verso l’ora di gioco arriva, parzialmente a sorpresa, la prodezza di Caraccuolo (già a bersaglio la partita precedente): secca bordata dalla ditanza e palla che, dopo aver urtato la traversa, si spegne nel sacco.

Addio sogni di gloria e match spaventosamente in salita per una Samp incompleta, nella quale peraltro la difesa non pecca particolarmente e in mezzo si fa notare per determinazione e puntualità di intervento l’ultimo arrivato Darboe. Unica emozione, un doppio tentativo nerazzurro, sventato da altrettante paratone di Stankovic.

L’idea di Pirlo è anche condivisibile: tenere lo 0-1 provando magari nei minuti finali a rimontare. Tuttavia lasciano alquanto perplessi le sostituzioni decise a metà ripresa: fuori Askidssen per Girelli e, soprattutto, Esposito per De Luca, che in coppia, silla carta, qualcosa avrebbero potuto combinare. Al 70′ cala la saracinesca sulla contesa: precisa la conclusione da dentro l’area di Barbieri, senza che quella selva diblucerchiati che lo attorniano riesca a impedirgli il tiro a colpo sicuro.

Il resto del match è accademia, col solo brivido di un rigore dapprima concesso ai blucerchiati e poi cancellato dal Var: nel contrasto tra Esteves e De Paoli, in effetti, non sono emersi gli estremi per il penalty.

L’ultima nota nel tabellino riguarda gli esordi nelle file doriane di due “Primavera”, Conti e Alesi, a partita abbondantemente archiviata.

Al di là del raptus di Giordano, che ha mandato all’aria i piani blucerchiati, è aperta la discussione relativa alle scelte iniziali di Pirlo. La ragion di stato gli ha suggerito il cambio di modulo, ma appare incomprensibile la rinuncia a De Luca, che ha condannato Esposito – una seconda punta – a giocare fuori ruolo e alla solitudine, considerato che dietro di lui non agiva neppure un rifinitore vero e proprio. In pratica, i blucerchiati hanno rinunciato aprioristicamente ad inseguire il bottino pieno.

La sconfitta apre la stura a discussioni di ogni tipo, specialmente alle recenti esternazioni del patron Manfredi, che pretende perlomeno la conquista dei playoff: mai uscita è parsa così improvvida. Certo, la Samp è caduta davvero in basso se deve rallegrarsi delle sconfitte di Lecco, Feralpi e Ascoli, ormai individuate come avversarie dirette. Mala tempora currunt.

                       PIERLUIGI GAMBINO

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