SAMP MECCANISMO PERFETTO QUALE CHE SIA L’AVVERSARIO

E’ innegabile che la Fiorentina di tre settimane fa fosse in crisi nera e che Lazio e Atalanta avessero in testa  pensieri europei, ma la disinvotura con la quale la Sampdoria ha stritolato queste nobilissime avversarie prescinde da certe giustificazioni. La verità è che la squadra di Ranieri ha strameritato quei piccoli favori del calendario offrendo prestazioni da stropicciarsi gli occhi. Se non sei ispirato e dotato, non bastano i defiict contingenti dell’antagonista a spedirti in paradiso. Questa Samp è forma – intesa come piacevolezza del suo gioco – ma soprattutto sostanza. Una compagine plasmata alla grande da mister Ranieri, che sta sfruttando appieno il vantaggio di poter proseguire il canovaccio già avviato lo scorso anno. Questa è senza dubbio la “sua” squadra, tosta in ogni zona del campo, attenta e robusta ma non dedita esclusivamente alla copertura. A Bergamo ha sfoggiato una nuova specialità: il contropiede manovrato, davvero da urlo. Il primo gol, siglato dal sempiterno Quagliarella, è stato propiziato da un delizioso passaggio al volo di Daamsgaard, sinora l’innesto più redditizio rispetto allo scorso anno: un giovane di gran talento, che corre come una spia avant-indré senza mai perdere in velocità e precisione. Solo nell’ultima fase dell’incontro la stanchezza ha preso il sopravvento ed è stato una mossa intelligente avvicendarlo, ma il suo voto resta altissimo.

Si temeva che il forfait per guaio muscolare di Candreva mandasse a pallino tutto l’assetto tattico, considerando la mancanza di un sostituto naturale. Ranieri si è “inventato” Jankto a destra, ottenendo riscontri entusiasmanti: il ceko, reduce da recite altamente deficitarie – tanto da far immaginare un suo accantonamento – si è procurato un rigore (poi sciupato da Quagliarella, autore di un tito a mezza altezza, ghiotto per il portiere Sportiello) ed ha servito sulla testa  di Thorsby la palla del 2-0. Già, Thorsby: anche lui promosso a pieni voti ed ormai diventato indispensabile nel cuore del centrocampo, come sontuoso gregario di Ekdal.

Tre gol a Bergamo sono tantissima roba, ma più che la produzione offensiva, davvero cospicua, va rimarcata la tenuta difensiva, realmente rimarchevole. I nerazzurri solitamente inguaiano chiunque con la varietà delle loro proposte d’attacco, ma stavolta sarebbero rimasti all’asciutto se l’arbitro on avesse punito con eccessiva severità un intervento scompoosto di Keita. A proposito: anche l’ex laziale, immesso nel finale, ha regalato quintali di speranze ai tifosi doriani con certe incursioni iarrestabili in campo aperto. E’ difficile, a questo punto, pensare che Ranieri lo tenga ancora fuori all’inizio, visto l’apporto alquanto insufficiente alla causa fornito da Ramirez, il solo blucerchiato a procedere in folle: ormai ha deciso di non rinnovare più il contratto e, perdippiù, è già oggetto di corteggiamenti assortiti, che continuano a distrarlo. 

La Samp corsara e mattatrice ha un pregio ulteriore: non dipende da alcun giocatore, ma è diventata un meccanismo oleatissimo, quali che siano gli ingranaggi azionati. Quando una squadra rende inoperoso il proprio portiere e castiga regolarmente qualsiasi avversario, è normale che possa alimentare novelle velleità di grandezza, ma a benissimo mister Claudio a spegnere certi entusiasmi ancora prematuri Tuttavia, come impedire agli spasimanti sampdoriani di immaginarsi, in vista di domenica prossima, una sonora rivincita ai danni dei “cugini?

PIERLUIGI GAMBINO

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