SAMP SENZA IL SUO FUORICLASSE CONTRO LA JUVE DEI CAMPIONI

C’è chi potrebbe schierare  due squadre uguamente competitive e chi fatica a trovare undici elementi presentabili. E’ il caso di Juventus e Sampdoria, i cui destini si incroceranno in un posticipo domenicale che sulla carta non ammette incertezze. Il divario tra le due squadre è spaventoso e si riflette fedelmente nell’abissale distacco in classifica (tenuto ovviamente conto di tutti i punti conquistati sul campo dai bianconeri).

Non è da invidiare mister Stankovic, costretto a presentare all’Allianz Stadium una formazione ricca di assenze e di incognite. Su tutte, ovviamente spicca il forfait di Emil Audero, che mancherà al rendez vous con il club che lo ha savezzato per colpa di una delicatissima sublussazione alla spalla. Inutile forse ribadirere che tra i blucerchiati il portierone è per distacco il miglior bue della stalla, il solo calciatore che si stagli perentoriamente dalla mediocrità. La sua mancanza non preoccupa solo in via diretta per la capacità di compiere parate miracolose – e a Torino temiamo che ce ne sarà bisogno… – ma anche per la sua capacità di mantenere sereni e tranquilli i compagni di difesa.

Il ballottaggio per la sostituzione tra Turk e Ravaglia non scalda gli animi del popolo doriano. Il primo, 19 anni e mezzo, vanta una manciata di presenze in C con la Reggiana ed ha come biglietto da visita l’essere cresciuto alla scuola parmigiana di Gigi Buffon: promette parecchio, offre un’immagine di freschezza ed appare favorito di un’incollatura rispetto al collega 34enne che dopo una lunga carriera nelle categorie inferiori ha collezionato un pugno di minuti di presenza in blucerchiato nel platonico epilogo dello scorso camionato, a Marassi contro la Fiorentina. Ovviamente il tasso di esperienza depone a suo favore, ma c’è il timore che prevalga la ruggine di annate trascorse ad osservare le evoluzioni altrui.

Si dirà: con o senza il titolarissimo, chez Juventus sarebbe ugualmente disco rosso. Vero in parte, poiché Madama, provvista di una difesa a prova di bomba, in avanti non procede a suon di goleade e, anche a causa delle scelte tattiche di mister Allegri, avanza alternando sciapi 1-0 a qualche 2-0. Stavolta, per sovrammercato, il mister livornese dovrà rinunciare in un sol colpo a Kean (in squalifica), Milik, Chiesa (entrambi in infermeria) e forse anche al suo abituale risolutore, il fuoriclasse Di Maria, alle prese con una lieve noia muscolare. Considerando che i bianconeri giovedì prossimo dovranno giocare il retour match di Europa League a Friburgo, ecco che la prudenza dovrebbe spuntarla.

Samp in salvo, allora? Ma non scherziamo. Sarà pure in crisi esistenziale, ma Vlahovic è in grado di risorgere da un momento all’altro: avercene come il serbo… E vogliamo ignorare le doti balistiche di Rabiot, Cuadrado, Locatelli, Kostic e qualche altro califfo dell’infinita rosa bianconera?

La Samp a quest’infiorescenza di campioni cosa può opporre? Di sicuro un trio difensivo all’altezza del compito, sia che braccetto di destra giochi il giovane ma già maturo Zanoli, sia il più strutturato Gunter, col ristabilito Nuytinck e il sempre più convincente Amione a completare il reparto. 

A centrocampo quattro maglie già assegnate ai soliti titolari, investiti di un improbo lavoro di filtro più che di costruzione. Ma in una gara, quale che sia il parziale, occorre pure ogni tanto qualche incursione verso l’area avversaria: prudenti sì ma non rinunciatari!

I problemi maggiori, secondo consuetudine, riguardano rifinitura e prima linea. Il recupero da infortunio di Djuricic fornisce un’alternativa a mister Deki, che potrebbe schierare il suo pupillo in rifinitura al posto di Cuisance (volenteroso ma mai decisivo) oppure affiancarlo al francese a supporto di un’unica punta, probabilmente Gabbiadini, reduce da squalifica e pur sempre un calciatore in grado di estrarre la giocata importante. L’eventuale schieramento a due punte coinvolgerebbe Jesè Rodriguez, non ancora in forma smagliante ma in chiaro progresso, di brillantezza e di tenuta alla distanza. 

Obiettivamente, non è questa l’occasione più favorevole per guarire dall’annoso mal di gol, ma sarà doveroso provarci, nella consapevolezza che ben più importante sarà preparare al meglio la successiva tappa della via crucis, a Marassi contro il diretto avversario Verona.

                    PIERLUIGI GAMBINO

                            

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