SAMPDORIA CON GLI ATTACCANTI CONTATI. A SASSUOLO PER GUARIRE DAL MAL DI GOL

Improvvisamente, la Sampdoria si accorge che nel reparto offensivo la coperta è spaventosamente corta. L’infortunio non lievissimo a Gabbiadini e l’ennesima ricaduta di Torregrossa hanno fatto emergere un’esigenza che si sarebbe dovuta constatare già prima, senza attendere un evento traumatico. Così la rosa doriana, più che sufficiente in terza linea (anzi, con un centrale, probablmente Murillo, da spedire altrove) e anche nella mediana, in avanti si trova con i… petali contati. 

Vero che la società è impegnata a metterci una o addirittura due pezze, per addivenire all’agognato riequilibrio numerico, ma intanto mister D’Aversa, in vista della gara di Reggio contro l’ambizioso Sassuolo, ha gli uomini contati ed è privo di alternative sia in zona rifinitura, sia in avanti. A conferma che anche in casa Samp, al cospetto di una compravendita estiva irta di difficoltà (specialmente per chi non intende scucire un quattrino), si è conferita relativa importanza alle prime due giornate iniziali di campionato per poi puntare su uno o due acquisti low cost in extremis e sulla settimana in più di lavoro concessa dalla sosta per gli impegni internazionali. Calcolo forse errato, date le problematiche che stanno affiorando, ma così è, e il malcapitato tecnico abruzzese, pur di contraggenio, deve adeguarsi, facendo di necessità virtù.

Dopo tutto, la gara persa di stretta misura col Milan non ha regalato solo notazioni negatie. Il collettivo è parso funzionale, pur con qualche ritocco da apportare e il gioco espresso senz’altro apprezzabile e a livello estetico non inferiore a quello offerto durante la gestione Ranieri. In terra emiliana sarà però opportuno da parte dei tezini Augello e Bereskynski coprire maggiormente la zona di competenza, a costo di stemperare gli effetti delle innovazioni tattiche introdotte da mister Roberto, ma anche il lavoro delle tre mezze punte dovrà essere finalizzato ad una maggiore copertura. Sempre che il tecnico, per l’occasione, confidando nei rinforzi, non decida di abiurare gli antichi suoi canoni per sposare il collaudatissimo 4-4-2 o addirittura il 4-3-3 con l’innesto di un terzo centrocampista.

Di sicuro il Sassuolo ha caratteristiche diverse da quelle di molte altre avversarie. Non manca di una prima punta, Caputo, ma la sua vera forza risiede nelle formidabili qualità del terzetto di rifinitori composto da Boga, Djuricic (un ex, non dimentichiamolo) e Raspadori. Tutti talmente forti che il nuovo allenatore Dionisi non piange calde lacrime per il forfait di Berardi, non al meglio e non si fascia la testa per la partenza di Locatelli, neo juventino.

I neroverdi non soffocano i rivali con un pressing asfissiante e in difesa non sembrano propriamente impemeabili. Sarebbe importante approfittarne, e qui sta il nocciolo. La Samp, infatti, ha territorialmente stravinto col Milan, ma i pericoli arrecati alla retroguardia rossonera si contano sulle dita di una mano e il portiere ospite ha dovuto sbrogliare solo due matasse, dovute proprio al grande assente di domani, Manolo Gabbadini.

Inevitabile sarà affidarsi ancora all’eterna grazia di un Quagliarella pià forte dell’anagrafe, nell’auspicio che durante l’ora di piena autonomia concessagli dai suoi 38 anni e mezzo riesca ad imprimere il suo marchio slla partita. Il capitano dovrà superarsi allungando la propria fatica, ma sarebbe anche doveroso che le mezze punte si presentassero con pericolosità nei paraggi di Consigli. Se non altro, il doloroso forfait del Gabbia aprirà l’uscio della squadra titlare ad una mezza punta autentica com Verre, il più bravo dei blucerchiati a fornire l’ultimo passaggio. Ergo, le palle gol dovrebbero crescere di numero.

Insomma, cencasi segnature, di qualsiasi foggia: una punizione di Damsgaard, un tocco sotto misura del Quaglia, un tiraccio di Candreva o di un mediano. Poi, che in mezzo sia preferito Ekdal o Adrien Silva, poco cambia: è in altre zone del campo che si decideranno le sorti della Sampdoria.

                            PIERLUIGI GAMBINO

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