STAVOLTA UNA SCONFITTA IMMERITATA, GIAMPAOLO NUMERI IMPIETOSI

twitter.com/sampdoria

Manolo Gabbiadini, subentrato a Leris al minuto 70, non ha fatto in tempo a toccare un pallone che la sua Samp ha beccato il gol decisivo, pesante come un macigno, davanti ad una tifoseria dello Spezia che iniziava a temere una cocente sconfitta. I bianchi di Gotti pareva fossero rimasti negli spogliatoi dopo l’intervallo, tale era la superiorità dei blucerchiati, padroni del campo. Il nuovo vantaggio doriano era visto come un evento ineluttabile ed invece, in una delle rare apparizioni dei locali nella metà campo ospite, l’esterno destro Holm recapitava a centro area un pallone a giri contati, a metà strada tra Murillo e Bereszynski, dove era appostato come un falco Nzola, prontissimo a scrivere il proprio nome nel romanzo gestionale delle due “cugine” di Liguria.

Samp all’inferno, vittima della labilità di un reparto difensivo che in quest’avvio di campionato non è mai parso a prova di bomba. Così la fantastica prodezza, nel primo tempo, del ritrovato Sabiri – pallone sotto la sbarra da circa trenta metri, autentica prodezza balistica – è stata annullata sia dalla distrazione di cui sopra, costata il 2-1, sia dal pareggio spezzino, che era giunto a meno di un minuto dal vantaggio: decisivo ancora un traversone di Holm, cui Augello ha concesso invidiabile libertà per tutta la gara. Nella circostanza, svarione gigantesco a centro area di Ferrari, che rinviava maldestramente sul corpo del compagno Murillo propiziando il più assurdo degli autogol.

A margine del suddescritto bottna e risposta, si registra un primo tempo noioso, senza ulteriori emozioni nei pressi dei due portieri e con la paura che faceva capolino nalla mente di Gotti e del suo collega Giampaolo, appollaiato in tribuna per squalifica.

Sulla stessa falsariga l’alba della ripresa, prima che i blucerchiati assumessero decisamente le redini dell’incontro, mentre lo Spezia, stanco e sfiatato, era progressivamente rinculato, a protezione di un punto comunque accettabile. Una Samp finalmente audace, intraprendente, così diversa come atteggiamento da quella pessima di Salerno e Verona: metamorfosi tzotale che non poteva essere motivata solo dalla caratura dell’avversario di turno. Da rilevare la rinascita di Sabiri, maiuscolo non solo nell’occasione dell’eurogol ma anche in altre circostanze, speciammente con tiri da lontano. Accanto a lui, anche parecchi compagni si sono mostrati in chiaro progresso.

Gli ingressi dapprima di Vieira (uomo adatto al pressing offensivo) e poi Gabbiadini erano lo specchio delle intenzioni di vittoria – senz’altro giustificate – di Giampaolo, rovinate da quella segnatura inopintata di Nzola, Negli ultimi venti minuti abbondanti i blucerchiati non si sono risparmiati, hanno finalmente iniziando a bombardare Dragowski, bravissimo in diverse occasioni e più fortunato che abile nel recupero, quando una sontuosa inizativa di Gabbadini sfociava nel ghiottissimo assist per Quagliarella, altro attaccante innestato in corso d’opera: la sua conclusione sotto misura si infrangeva nel piedone proteso del portiere. I nostalgici, a mezza bocca, ammettono che, due o tre anni fa, il capitano certe opportunità (gliene sono capitate parecchie in queste prime sette partite stagionali) le avrebbe senz’altro capitalizzate, ma a che serve sprofondare nei rimpianti?

Resta il dispetto di tutto il clan doriano per una gara che si sarebbe meritato di vincere (non solo di pareggiare), ma nel calcio contano i gol, presi e incassati, E i conti generali non tornano affatto: ad iniziare dal dato relativo al bilancio di Marco Giampaolo, che nelle ultime dodici partite esterne ha messo a referto una vittoria (a Venezia), un pari e dieci sconfitte. Complici gli imprevedibili successi in trasferta di Lecce ed Empoli, la classifica ha preso una piaga terribile per Rincon e compagni. Normale, normalissimo, che il presidente Lanna e, soprattutto, il plenipotenziario Romei – in corrispondenza di una sosta del campionato – debbano riflettere in merito al destino dell’allenatore abruzzese.

                                      PIERLUIGI GAMBINO

                  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.