“Tango del calcio di rigore” al teatro Gustavo Modena di Genova

A quarant’anni dai mondiali in Argentina, un bambino di allora rievoca storie di “futbol” e di politica, a cavallo tra mito, realismo magico e storia.

25 giugno 1978. All’Estadio Monumental di Buenos Aires si gioca Argentina-Olanda, finale dei mondiali di calcio. Il clima è incandescente: l’Argentina deve vincere a tutti i costi. Seduto in tribuna d’onore c’è, infatti, il generale Jorge Videla, il burattinaio del mondiale, al potere dal golpe del 1976. Accanto a lui, c’è Licio Gelli, il Venerabile della loggia P2, suo amico personale. La partita finisce 3 a 1 per i padroni di casa e chiude la più vasta e costosa operazione di propaganda politica a mezzo dello sport dopo le Olimpiadi tedesche del ’36. Almeno per una sera in Argentina si farà festa. Dal giorno dopo, però, i “voli della morte” riprenderanno puntuali e le Madri di Plaza de Mayo ricominceranno a chiedere giustizia.

A quarant’anni di distanza da quei giorni terribili, un bambino di allora, oggi adulto, cerca di ricostruire il suo passato di appassionato di calcio, recuperando storie di “futbol”, a cavallo tra mito, realismo magico e realtà storica.

Questo dolente “tango”, ballato al ritmo di un calcio di rigore, evoca storie e personaggi imprevedibili. Ecco il figlio del cowboy Butch Cassidy che arbitra, pistole alla mano, un surreale campionato giocato in Patagonia nel 1942. Oppure la “prima guerra del football”, sobillata dalla CIA e combattuta nel 1969 tra Salvador e Honduras; o l’episodio del rigore più lungo della storia del calcio, protagonista suo malgrado Gato Diaz, anziano portiere dell’Estrella Polar. E ancora la storia di Francisco Valdes, capitano del Cile, costretto dai militari di Pinochet a segnare un gol senza alcun avversario in campo. Uno spettacolo tra mito e inchiesta, musica, favola e teatro civile, che forse sarebbe piaciuto a Osvaldo Soriano e a Ryszard Kapuscinzki.

Giovedì 21 febbraio, nel foyer della Corte alle ore 17, per il ciclo I Pensieri delle Parole: 1978 Palla prigioniera, Neri Marcorè, Ugo Dighero, Giorgio Gallione e gli attori della Compagnia dialogano con Massimo Giannini, editorialista di Repubblica e direttore di Radio Capital. Ingresso libero.

Martedì 26 febbraio, nel foyer del Gustavo Modena alle ore 17.30, incontro con la Compagnia, a cura degli Amici del Teatro Nazionale di Genova. Ingresso libero.

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