UNA SAMP DI QUALITA’ SUPERIORE CON EKDAL E SABIRI PROTAGONISTI

Il Boselli in blucerchiato ha la pelle ambrata e lo sguardo da gaglioffo. Abdelhamid Sabiri è stato a rischio esclusione sino all’ultimo e, riconfermato da mister da mister Giampaolo, ha deciso il derby con un tocco rapinoso a centro area. Grazie a lui la Samp ha restituito pan per focaccia ai cugini spedendoli all’inferno, e  – al di là della questione di contrada – può festeggiare una salvezza anticipata che pareva fortemente in dubbio.

Poteva finire in parità, in virtù del rigore pescato col microscopio dal Var in tempo di recupero, ma Audero ha respinto lo scetticismo che l’accompagnava da tempo con la parata più imortante della sua ancor verde carriera. E’ stata sua la ciliegina su una torta impareggiabile, che la Sud e… dintorni si è gustata sino in fondo. 

Nel catino ribollente del Ferraris, ha semplicemente prevalso la qualità di una Samp che sotto quest’aspetto non poteva temere confronti. Non serviva un dominio incontrastato, ma la giusta interpretazione del match. Dopo qualche minuto, i blucerchiati avevano già dissolto gli ultimi timori della propria gente: l’approccio al match era stato eccellente. Il resto è giunto di conseguenza. Serviva soltanto un briciolo di pazienza, ché prima o poi l’opportunità vincente sarebbe capitata. Al Grifone è stato concesso una sterile superiorità territoriale, sfociata unicamente in una bomba dal limite di Amiri rintuzzata dal portiere doriano. La miglior pulizia di tocco è emersa chiaramente in occasione del gol decisivo, scaturito d un pallone conquistato in mezzo contrattacco: perfetta l’imbeccata da sinistra di Augello, non a caso uno specialista nei cross.

La ripresa ha dimostrato che la Samp sa anche soffrire, ma soprattutto è riuscita ad imporre tecnica e pure fisicità. Colley,tra i migliori in campo, ha cancellato Destro, e che dire di Ekdal, di cui si temeva il forfait? Una prova magistrale, la sua, ma il risorto Thorsby si è espresso quasi ai suoi livelli. Ad essere pignoli, il solo doriano lievemente sotto traccia è parso Sensi, il cui impiego ha svelato l’intenzione giampaoliana di metterla sulla qualità, ma neppure lui è naufragato. 

Stavolta, anche Giampaolo merita un elogio. Ha resistito alla tentazione di reintrodurre il prediletto 4-3-1-2 ed è uscito premiato. I suoi ragazzi lo hanno ripagato sotto tutti gli aspetti: anche quello della fisicità e della “garra”, ma soprattutto sotto l’aspetto della concentrazione, Non si ricordano errori individuali nei disimpegno nè distrazioni difensive da parte di Bereszynski, Ferrari, lo stesso Augello: da qui si è snodato un successo di storico significato.

E qui occorre rivolgere un caldo applauso ai mercatari di casa Samp, che a gennaio senza un euro da spendere si sono messi in casa un rinforzo come Sabiri, che – ne siamo certi – avrà da da raccontare qualcosa di speciale ai nipotini…

                          PIERLUIGI GAMBINO  

               

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