MEZZ’ORA DA INCUBO, SQUADRA FRAGILE SCARSAMENTE CONCRETA
Massimo Donati (Sampdoria)
Solo il Pescara non lascia sola la Sampdoria, già in fondo alla graduatoria dopo due sconfitte di fila che non ammettono troppe scusanti. I blucerchiati a Bolzano giochicchiano accademicamente, colpiscono pure una traversa e nel finale salvano la faccia grazie a Coda, ma accusano una fragilità difensiva clamorosa, tradotta in un clamoroso tris calato dal Sudtirol nella prima mezz’ora.
Mister Donati rivede la formzione iniziale inserendo Venuti e Ioannou terzini, Abildgaard in mediana e Cuni prima punta. Mosse che però non si riveleranno fruttuose. Gli altoatesini al 9′ si trovano avanti grazie al loro elemento più dotato tecnicamente, Casiraghi, che dai venti metri toglie le ragnatele dall’incrocio: rete piuttosto simile a quella che costò il vantaggio del Modena a Marassi.
La Samp non si arrende, prova a reagire con un Cuni volenteroso, ma sono i biancorossi di casa al 19′ a passare ancora all’incasso. E qui le colpe della terza linea doriana sono maggiori: prolungato il gioco di sponda dei locali sino alla conclusione vincente del bomber Merkaj, ma Ferri e qualche suo compagno assistono con eccessiva, colpevole passività.
Non è una Samp arrendevole, ma dietro, alla mezz’ora, si registra il pasticciaccio di Ghidotti e, parzialmente, Ferrari, che la combinano grossa scontrandosi e lasciando via libera a El Kaouakibi. Gara praticamente agli archivi, anche a livello di manovra i blucerchiati non sfigurano assolutamente.
Al 34′ Ioannou scuote la traversa con una violenta bordata: è anche jella, insomma, poiché i blucerhiati un golletto lo meriterebbero. Ci provano Cuni (super risposta del portiere Adamonis) e Henderson (palla fuori di un nulla), a conferma che si tratta di una serataccia. Nella ripresa riecco Massimo Coda per Ferri, tra i meno convincenti, ma sono gli altoatesini a sfiorare il poker sfruttando il contropiede. Forse tardivo, ecco al 56′ l’ingresso di Pedrola al posto di uno sterile Cherubini.
Più tardi entreranno anche Conti e Narro, ma la sola luce è accesa dal virtuoso Estanis, che al 78′ regala uno spunto dei suoi, con palla a lato di un soffio. D’altronde, anche in prospettiva futura, la Samp potrà solo affidarsi allo spagnolo e all’eterno Coda, che al 90′ con una staffilata dal limite salverà l’onore blucerchiato e potrà personalmente festeggiare una storica segnatura, utile a salire solo soletto in vetta alla classifica cannonieri di serie B “all time”. Almeno lui ha un motivo per non cancellare dalla mente il pessimo capitolo di Bolzano, che riapre il tema dei rinforzi, da concretizzare nel giro di un’unica giornata. Ne servirebbero parecchi per rimettere i blucerchiati in carreggiata.
PIERLUIGI GAMBINO