Gran difesa e due virgulti che non t’aspetti

3–5 minuti

Nel momento forse più delicato della sua storia recente, la Sampdoria risorge dalle ceneri di una classifica tremenda e inguaia i cugini dell’Entella, giunti a Marassi con propositi bellicosi. Una vittoria a tutto tondo in una partita complicata dal corteo di contestazione inscenato dai tifosi nei confronti della dirigenza. Mister D’Angelo, oltre ad inculcare nei suoi ragazzi principi tattici di un certo spessore, ha evidentemente saputo isolarli dal contesto tranquillizzandoli e caricandoli il giusto.

Di sicuro il tecnico abruzzese non ha dovuto arrovellarsi per decidere la formazione: con Tutino ha sostituito l’influenzato Lauritsen e con Gartemann ha fatto riposare Ferrari, che tre gare in una settimana non le regge, varando una Samp incerottata, con i giocatori contati, ma tutti sul pezzo e pronti a sacrificarsi per la causa. 

L’Entella, dopo la beffa di Avellino, si presenta con undici affiatato e privo soltanto di capitan Parodi, sostituito in difesa da Alborghetti, mentre Tirelli si impone nella corsa al ruolo di prima punta. L’avvio è di marca biancoceleste, ma si rivelerà un fuoco fatuo. Quando, dopo 7 minuti di aria fritta, Vignali timbra la traversa con un tiraccio al volo, si capisce che non è serata per gli ospiti, che gradatamente si spegneranno. Intanto, al 17’ la jella si abbatte sulla Samp, che perde per infortunio muscolare Verschaeren. Parrebbe un colpo duro da sopportare e invece si rivelerà decisivo, dato il brillante approccio e l’ancora più convincente prosieguo del diciottenne Mezzotero, gettato in campo per assoluta mancanza di alternative. In quelle condizioni, preconizzare un exploit doriano appare da folli ed invece a metà tempo, alla prima reale sortita, i padroni di casa passano in modo rocambolesco: dopo un a serie di autoreti al passivo, eccone una… graditissima, firmata dal difensore-goleador Tiritiello, che stavolta sbaglia porta e infila il suo compagno Del Frate per allontanare l’insidia portata da un calcio fermo di Henderson e da una sponda di testa di un altro giocatore discusso, Gartenmann. 

Questa Samp ben più solida rispetto ai tempi bui di Corradi illumina di speranza tutto uno stadio e dimostra di legittimare il vantaggio sfiorando il bis con un diagonale di Tutino uscito di qualche centimetro. L’Entella fatica a riprendersi, pasticcia enormemente e non azzecca più di due passaggi di fila, pagando una foga eccessiva ed un’imprecisione notevole in tutti i suoi centrocampisti. La sfida diventa asperrima, con lincerto arbitro Calzavara che, su ambo i fronti, tllera parecchi falli e solo ogni tanto estrae ilk cartellino giallo. Pesa però quello mostrato a Cicconi che, diffidato, salterà la trasferta di Carrara.

L’Entella continua a spingere, ma con approssimazione, esaltando la muraglia eretta da D’Angelo, ricco di corazzieri in mezzo all’area.  Così gli attacchi dei levantini approdano… al raddoppio blucerchiato. L’autografo è dell’indemoniato Mezzotero, che non sognava certo un esordio dal primo minuto con gol, ma il merito precipuo va a Begic, che si dimostra in serata di grazia e nella circostanza mette a terra l’avversario diretto con un dribbling stretto e offre dal fondo il cioccolatino al bocia.

Successo in frigorifero? Basta qualche minuto per una risposta affermativa. Chiappella, tecnico biancoceleste, immette una seconda punta, Cuppone, per l’ex Benedetti e il vivace Felippe per Squizzato, ma, al di là di una lieve crescita nel ritmo, la Virtus continua a produrre calcio di bassa qualità, di certo insufficiente ad impensierire la difesa doriana, perfetta in ogni individuo. Solo una volta, al 53’ si prova un brivido in area doriana, ma Cuppone, servito alla perfezione, conclude debole e centrale. Poco più tardi ci proverà Franzoni, obbligando ad un’altra parata Krastev, che più tardi, in uscita alta, confermerà la propria glaciale sicurezza. Poco produce l’Entella per riaprire il match: tanto che sull’altro fronte appaiono ben più insidiose le iniziative di Begic, che in questo derby ha fatto la differenza.

L’Entella si spegne progressivamente e la Samp arriva ad un passo dal tris all’85’, quando Mezzotero, altro mattatore, si invola verso il portiere Del Frate ma viene atterrato da Marconi, ultimo uomo. Calzavara non può che estrarre dal taschino il rosso, ma ad una revisione al Var si scopre che Karamoh, in avvio di azione, era in offside. Sarebbe stato forse un castigo eccessivo per i levantini, comunque non brillanti, mentre si guadagna applausi questa Samp rifiorita che si è aggrappata a due diciottenni e al suo uomo più talentuoso, in attesa di ritrovare in campo Insigne, Esposito e qualche altro califfo. In terra apuana, tuttavia, senza altri due titolari, ci sarà da soffrire ben più che nella straregionale appena archiviata.

                           PIERLUIGI GAMBINO