CERCASI QUADRATURA IN UNO STADIO OSTICO
Il calcio spesso regala assurdità assortite e fughe dalla logica. A livello ambientale, la trasferta di Bolzano apparirebbe tra le più tranquille, con una tifoseria locale numericamente esigua e non certo bellicosa, ma i due precedenti inducono a considerare ostico il Druso, impianto civettuolo e inadeguato.
Altoatesini sempre vittoriosi, con i blucerchiati scornati, più che dall’avversario, da arbitri palesemente ostili. Tra rigori concessi ai padroni di casa e negati agli ospiti ed espulsioni perlomeno discutibili, la memoria non fissa un solo ricordo gradito. Intendiamoci, i biancorossi locali non sono mai stati uno squadrone, ma conservano un’immagine di team coriaceo, duro a morire, ispido e fisicamente superlativo: la perfetta espressione, nel bene come nel male, della cadetteria, che da sempre esalta l’animus pugnandi a danno della tecnica.
Con tali presupposti esogeni, la Samp si presenta in Alto Adige senza aver risolto parecchi problemi intestini, di assetto e di organico. Mister Donati, assorbita la mazzata targata Modena, confidava francamente che la società gli mettesse rapidamente a disposizione qualche ulteriore rinforzo, in grado di dire la sua già nel secondo turno.
Così non è successo, visto che i colpi finali di mercato – assolutamente vitali – saranno definiti solo in prossimità del gong. Se non altro, gli ultimi arrivati, con una settimana in più di lavoro, saranno progrediti nell’affiatamento con i compagni e anche nella tenuta atletica: alcuni di loro guadagneranno certamente in minutaggio.
La gara d’esordio, al di là del verdetto sfavorevole,ha suggerito al mister una revisione non trascurabile sia nel modulo, sia nei protagonisti. Trattandosi di gara esterna, si prevede un’offensiva più massiccia degli avversari, ai quali rispondere con contrattacchi più sostanziosi e meno velleitari. Tutto potrà succedere al Druso meno che la riconferma della stessa formazione, con un ventaglio di alternative mai così ampio.
Non è azzardato sostenere che solo un manipolo di calciatori è praticamente sicuro di scendere in campo: il portiere Ghidotti (incolpevole lunedì sera sui due gol incassati), i difensori Ferrari e Riccio, il centrocampista Henderson, la mezza punta Cherubini. Le scelte rimanenti dipenderanno almeno in parte dalla formula tattica, che potrebbe anche essere differente nelle fasi di possesso e non possesso. Tra i nuovi innesti troviamo, con tutta probabilità, Abildgaard e Venuti. Il primo, approdato a Genova la scorsa settimana, fungerà da frangiflutti nella zona mediana al posto di Bellemo o – più probabilmente – Ferri: mossa che garantisce centimetri senza che la tecnica ne scapiti. Il secondo, smaltito un lieve infortunio, è destinato a occupare la fascia difensiva di destra, con lo spostamento in avanti dell’eclettico Depaoli: a centrocampo o addirittura in un ipotetico tridente offensivo.
In attacco, constatata la limitata autonomia fisico-atletica di Coda, è giusto chiedersi se sia preferibile immetterlo dal primo minuto o a gara in coro, quando i rivali saranno più stanchi: più probabile la prima soluzione, sempre considerando che il veterano avrebbe bisogno di un partner col quale interagire. La coppia Coda- Cuni (in attesa di qualche novità dal mercato) stuzzica la fantasia ed è in ballo, ma Henderson o Cherubini come punta d’appoggio sembra in grado di assicurare un briciolo di equilibrio in più e nn va trascurata la candidatura del jolly Benedetti.
Di sicuro, in casa Samp dominano l’incertezza e la tendenza – o meglio, la necessità – a compiere esperimenti alla ricerca di una quadratura. L’imminente settimana di stop al campionato e la chiusura delle compravendite consentiranno al tecnico di chiarirsi le idee, fissare alcuni paletti tattici e identificare una fisionomia prossima a quella definitiva., ma restando alla trasferta nelle Dolomiti la provvisorietà è ancora il fattore prevalente.
Il Sudtirol, a affidato a Fabrizio Castori, vecchia volpe della categoria, scaltro e avvezzo ad ogni intemperia, ha esordito pareggiando nella tana dell’ambizioso Catanzaro puntando sul collaudato 3-5-2, prudente ma non rinunciatario. In difesa brilla l’enfant du pays Kofler, mentre il centrocamo si basa sui muscoli di Coulibaly e sulla classe di Casiraghi. In prima linea, Merkaj, albanese, è da anni una sicurezza, ma anche il lungo Pecorino e il colosso Odogwu, che sono in ballottaggio, vanno controllati a dovere. Nulla di trascendentale, va precisato, ma espugnare in questo momentol’impianto bolzanino sarebbe comunque un’impresa rimarchevole.
PIERLUIGI GAMBINO